Regioni, ne spariscono otto: la Campania arriva a Fiuggi

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Gaeta e Cassino torneranno campane? Lo erano fino al 1927 e potrebbero recuperare il legame storico se proseguirà spedita l’iniziativa avviata al Senato l’8 ottobre e che prevede la riduzione delle Regioni italiane. Anzi, secondo la cartina messa a punto dall’ideatore della riforma, le nuove regioni saranno dodici e la Campania dovrebbe proseguire fino a Sabaudia sul mare e a Fiuggi nell’entroterra, assorbendo le intere province di Frosinone e Latina, che valgono un milione di abitanti. Il senatore che ha proposto di ridisegnare la cartina d’Italia è Raffaele Ranucci, imprenditore romano, da due legislature parlamentare del Partito democratico. Alcuni, anche nel suo partito, hanno criticato l’iniziativa bollandola come estemporanea. E un niet è arrivato da Debora Serracchiati, affezionata ai poteri speciali del suo Friuli Venezia Giulia.

Tuttavia il Senato ha discusso e il governo ha accolto l’ordine del giorno, impegnandosi quindi ad scrivere la riforma vera e propria. «Sono venute crescendo, soprattutto al livello delle istituzioni regionali – si legge nel documento approvato – forme di dispersione della pubblica amministrazione con sprechi di denaro pubblico e con forme di inquinamento non controllabili con gli attuali strumenti e sottratte alla stessa autorità regolativa dello Stato centrale».                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Foto e fonte Il Mattino

One thought on “Regioni, ne spariscono otto: la Campania arriva a Fiuggi

  1. Finalmente ritornerebbe l’unione storica del meridione quello che i Savoia hanno distrutto 150 anni fa nel 1861 con la complicità degli Inglesi e Francesi,non dimentichiamo La provincia di Caserta, nasce dall’antica Terra di Lavoro, nota anche come Liburia, termine che deriva da un’antica popolazione denominata Leporini oppure Liburn (popolo laborioso), ebbe la sua massima estensione intorno al XIII secolo, epoca in cui includeva il territorio compreso tra il Tirreno con le isole Ponza e Ventotene, gli Appennini e la fascia meridionale della valle Roveto.

    Nel Regno delle Due Sicilie fu il più importante dipartimento del sud, l’antica città di Capua ne fu il suo storico capoluogo fino 1818, anno in cui fu sostituita da Caserta, comprendeva importanti centri di come Nola, Gaeta, Sora, Aversa, Teano, Isola Liri.

    Nel 1816 durante la dominazione francese, con la legge 132 del 1806 sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l’8 agosto di quell’anno, Giuseppe Bonaparte riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese. Negli anni successivi (tra il 1806 ed il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d’istituzione delle province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui veniva suddivisa ciascuna provincia. La nuova riforma napoleonica comportò per la Terra di Lavoro un ridimensionamento territoriale venne, infatti, sancita l’istituzione della provincia di Napoli, per dare alla capitale del regno un proprio territorio di riferimento. Nel 1861 dopo l’annessione al Regno d’Italia fu scorporata dalla Terra di Lavoro anche la parte dell’alta valle del Volturno, aggregata alla provincia di Campobasso (oggi quei comuni come Venafro e l’area circostante sono stati trasferiti, alla provincia di Isernia, istituita negli anni settanta). La Valle Caudina fu invece suddivisa fra la neonata provincia di Benevento e la provincia di Avellino che inglobò il Baianese e il Vallo di Lauro.

    Nel 1927 Benito Mussolini decise di sciogliere la provincia di Terra di Lavoro accorpando gran parte del suo territorio e le isole ponziane alla provincia di Napoli, alcuni comuni nei dintorni di Piedimonte ed Alife furono ripartiti tra le province di Benevento e Campobasso mentre il circondario di Sora e quello di Gaeta passarono alla provincia di Roma.

    Nel 1945 con Decreto legislativo Luogotenenziale a firma di Umberto di Savoia fu istituita la provincia di Caserta che comprendeva buona parte dei comuni della Terra di Lavoro passati alla Provincia di Napoli durante il fascismo ad eccezione del nolano e Acerra[2].i confini della campania comprendevano fino a Gaeta nello entroterra fino a Roccasecca compreso Sora

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