Regione Lazio, nomine al palo: la maggioranza di centrodestra cerca una bussola

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Di Augusto D’Ambrogio – Il caso Astral, la questione Lazio Crea, e il segnale (non da poco) sulla legge urbanistica: il centrodestra alla Pisana ha bisogno di una scossa politica e di metodo.

Di fronte a un quadro che si complica settimana dopo settimana, nella Regione Lazio guidata da Francesco Rocca il centrodestra fatica a uscire dall’impasse delle nomine. Gli incarichi negli enti regionali sono bloccati da tempo, e l’inerzia sta ormai compromettendo non solo l’efficacia amministrativa, ma anche la tenuta politica della maggioranza.

L’ultimo segnale è arrivato direttamente dal Consiglio regionale, dove la legge sull’urbanistica — un tema cruciale per il territorio — è finita sotto i riflettori per le tensioni trasversali. Ma il malessere, più che episodico, è strutturale.

Tra i nodi più spinosi, la guida di Astral (attualmente nelle mani di Antonio Mallamo) e Lazio Crea, entrambe posizioni strategiche, ancora avvolte da una nebbia di incertezze, veti incrociati e malumori non più tanto silenziosi. Il mosaico delle nomine, infatti, appare inceppato da giochi di equilibrio partitico e dinamiche di potere che si fanno sentire anche nei corridoi della Pisana.

Non è un caso se, nella recente riunione di Greccio, in provincia di Rieti, Fratelli d’Italia — con il coordinatore regionale Paolo Trancassini — abbia messo sul tavolo proprio la necessità di sbloccare questa paralisi. Ma più che una soluzione, da Greccio è uscita la conferma che la maggioranza naviga a vista.

E il caso Egidio Schiavetti lo dimostra. La sua nomina alla guida della Segreteria tecnica Europa della Presidenza del Consiglio regionale ha fatto rumore: non tanto per il profilo professionale — che anche tra le file del centrodestra molti difendono — quanto per il suo passato da capo di gabinetto dell’assessore alla sanità durante la giunta Zingaretti. Un passato che, agli occhi di alcuni, stona con l’identità politica della giunta Rocca.

Inoltre, Schiavetti è stato stretto collaboratore di Alessio D’Amato, oggi consigliere di Azione ed ex sfidante di Rocca alle elezioni. E proprio D’Amato, recentemente, non ha perso occasione per criticare la trasferta istituzionale in Giappone organizzata dalla Regione. Un incrocio di nomi, ruoli e rivalità che alimenta sospetti e tensioni: qualcuno a destra parla apertamente di “scelte discutibili”; altri invocano pragmatismo e riconoscono il curriculum.

A sinistra, intanto, c’è chi insinua che le stoccate di D’Amato alla giunta Rocca nascondano una strategia personale più che un’opposizione politica: sarà anche vendetta politica? O un tentativo di riposizionarsi in vista di futuri equilibri?

Quel che è certo è che, il centrodestra alla guida della Regione Lazio non ha ancora completato il proprio assetto di governo. E la politica, si sa, non sopporta i vuoti troppo a lungo.

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