Questa mascherina FFP2 “intelligente” avvisa chi la indossa quando i limiti di CO2 vengono superati

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Respirare con la mascherina è un’azione che crea non poche difficoltà: non deve risultare strano a chi indossa la mascherina per molte ore al giorno (soprattutto quella FFP2, più protettiva ma anche più impenetrabile al passaggio dell’aria) avvertire sintomi quali sonnolenza, affaticamento, mal di testa, vertigini, debolezza muscolare.

Sono tutte manifestazioni della nostra eccessiva esposizione all’anidride carbonica espulsa con l’espirazione, che solitamente si allontana dal nostro naso finendo dispersa nell’ambiente ma che quando si indossa la mascherina rimane intrappolata fra il nostro viso e il dispositivo di sicurezza, costringendoci ad inspirarla di nuovo.

Gli effetti negativi del respirare CO2 all’interno della mascherina dipendono sia dal tempo dell’esposizione che dalla concentrazione del gas stesso. Per esempio, un’esposizione di trenta minuti ad un’aria costituita per il 4% da diossido di carbonio può rappresentare un grave rischio per la nostra salute.

Per lanciare un campanello d’allarme in caso di esposizione troppo lunga (e quindi pericolosa) al gas intrappolato nella mascherina, i ricercatori dell’Università di Granada (Spagna) hanno messo a punto uno speciale dispositivo in grado di monitorare la concentrazione di CO2 nella mascherina e di avvisare l’utilizzatore quando è il momento di prendere una boccata d’aria – a beneficio della propria salute.

Sappiamo bene che la mascherina, oltre ad essere un obbligo, rappresenta uno degli strumenti più validi di cui disponiamo per contrastare il diffondersi del Covid-19. Tuttavia, sono molti gli effetti collaterali causati dall’uso continuo e prolungato di questo dispositivo di sicurezza individuale, proprio in conseguenza della re-inalazione della CO2 espulsa dall’organismo.

Attraverso l’inserimento di un piccolo rilevatore all’interno di una normale mascherina FFP2, è possibile tenere sotto controllo i livelli di diossido di carbonio dell’aria che siamo costretti a respirare. Il sensore è realizzato in un polimero leggero e flessibile, che non causa alcun disagio a chi indossa la mascherina, e non necessita di batterie poiché viene alimentato in modalità wireless tramite il collegamento NFC con lo smartphone.

Le applicazioni pratiche di questo dispositivo “intelligente” sono moltissime: per esempio, potrebbe essere utilizzato per rilevare la presenza e la concentrazione di altri gas di interesse o per valutare la qualità dell’aria respirata in luoghi molto inquinati del Pianeta.

Fonte Greenme

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