Di Augusto D’Ambrogio .
La scadenza del mandato dei 12 consiglieri provinciali a dicembre. Il presidente Di Stefano fisserà la data entro 90 giorni. Equilibri e strategie di FdI, Lega e Forza Italia in fermento.
Frosinone – Si avvicina il rinnovo del Consiglio provinciale di Frosinone. Con ogni probabilità, le elezioni si terranno tra gennaio e febbraio 2026, anche se non è escluso uno slittamento fino a marzo. Difficile, invece, che si vada alle urne a dicembre, mese in cui scade ufficialmente il mandato dei dodici consiglieri attualmente in carica.
Sarà il presidente della Provincia, Luca Di Stefano, a stabilire la data del voto entro i successivi novanta giorni, come previsto dalla normativa vigente.
Le elezioni si svolgeranno secondo le regole della Legge Delrio, dunque con un sistema di voto ponderato che coinvolgerà sindaci e consiglieri comunali dei 91 Comuni del territorio. Si tratta di un test politico ad alto valore simbolico, capace di influire sugli assetti e le strategie future di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, oltre che sulle dinamiche interne ai singoli comuni.
La partita nella Lega
La Lega punta a confermare Andrea Amata, consigliere di Vicalvi, e il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani confida nel voto ponderato degli otto amministratori del capoluogo. Anche il sindaco Riccardo Mastrangeli, che siede tra i banchi del consiglio, è vicino al Carroccio. A Frosinone, dove l’indice di ponderazione è tra i più alti, ogni voto vale 306 punti, un fattore determinante per gli equilibri finali.
Fratelli d’Italia e il nodo delle alleanze
In casa Fratelli d’Italia, prende corpo l’ipotesi di candidatura del capogruppo Franco Carfagna. Il partito può contare su cinque consiglieri comunali, ma la sensazione è che si cercheranno intese più ampie per consolidare il risultato.
Le tensioni non mancano: il precedente voto provinciale del 2023 aveva infatti lasciato strascichi significativi all’interno del centrodestra.
Forza Italia, il precedente del 2023 e le nuove strategie
Nel 2023 la mancata elezione di Maurizio Scaccia, escluso per un solo voto ponderato, provocò una spaccatura interna a Forza Italia e incrinò i rapporti tra il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale del partito, e il sindaco Mastrangeli.
Per questa tornata elettorale, gli azzurri intendono candidare un loro esponente del Comune di Frosinone e tentare un’operazione politica di ricomposizione, coinvolgendo anche i sei consiglieri “dissidenti”.
Civiche e centrosinistra in movimento
Intanto, il consigliere provinciale Luigi Vacana lavora alle strategie della lista “Provincia in Comune”, che nel 2027 sosterrà la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi, vicesegretario nazionale del PSI.
Vacana può contare sull’appoggio dello stesso Iacovissi e di Armando Papetti della lista Marzi, destinato a guidare la civica Frosinone Aperta, parte integrante della futura coalizione socialista.
Sul fronte Partito Democratico, non è un mistero che Angelo Pizzutelli stia valutando una candidatura con buone possibilità di successo.
Le Provinciali di Frosinone, dunque, si preannunciano come un banco di prova decisivo, non solo per misurare il peso dei partiti tradizionali, ma anche per testare la tenuta delle coalizioni civiche e l’equilibrio politico nel capoluogo e nel resto della Ciociaria.
Provinciali a Frosinone: si voterà tra gennaio e febbraio. Partite decisive nel centrodestra
