La Provincia di Frosinone si avvicina alle elezioni dell’8 marzo con un quadro politico più fluido e meno scontato rispetto al passato. A fare la differenza, come sempre dall’entrata in vigore della legge Delrio nel 2014, non sarà il voto popolare ma quello ponderato di sindaci e consiglieri comunali dei 91 Comuni del territorio: in totale 1.149 amministratori, di cui 91 primi cittadini e 1.058 consiglieri.L’analisi delle fasce di ponderazione e della situazione politica nei principali centri evidenzia un elemento nuovo: la crescita di coalizioni trasversali nei Comuni, che nel tempo ha eroso alcune storiche certezze del centrosinistra e che oggi viene osservata con grande attenzione dal centrodestra.
Emblematico è il caso di Ferentino. Il sindaco Piergianni Fiorletta è espressione del Partito Democratico, ma l’attuale maggioranza ha un profilo ampio e non rigidamente schierato, molto diverso dagli anni in cui la predominanza del centrosinistra era assoluta. Una dinamica simile si riscontra a Veroli, dove Germano Caperna, sindaco civico, porta con sé una storia politica che affonda le radici prima nel PD e poi in Italia Viva. Anche qui si tratta di un cambio di paradigma: Veroli, per lungo tempo, è stata una vera e propria roccaforte del centrosinistra.Il contesto generale rafforza questa sensazione di mutamento. Il territorio provinciale esprime oggi cinque parlamentari: quattro di area centrodestra – Ruspandini, Pulciani, Mattia e Ottaviani – e una del Movimento 5 Stelle, Ilaria Fontana. Anche alla Regione Lazio il quadro è ribaltato rispetto al passato, con il governo guidato da Francesco Rocca e una rappresentanza provinciale che vede il centrodestra forte di due consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Daniele Maura e Alessia Savo, e di un assessore della Lega, Pasquale Ciacciarelli. Per il centrosinistra siede in Consiglio regionale Sara Battisti, esponente del PD.
Per quanto riguarda gli indici di ponderazione, quelli ufficiali per la tornata dell’8 marzo sono ancora in fase di definizione, ma non dovrebbero discostarsi in modo significativo dai parametri di dicembre 2023. Ancora una volta, l’ago della bilancia sarà rappresentato dai Comuni della cosiddetta “fascia rossa”, tra i 10.000 e i 30.000 abitanti: dieci in tutto – Alatri, Anagni, Ceccano, Ferentino, Fiuggi, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Sora e Veroli – che complessivamente valgono circa 34.850 voti ponderati.
Seguono la fascia verde, quella dei Comuni tra i 30.000 e i 100.000 abitanti, rappresentata da Frosinone e Cassino, con un indice di ponderazione pari a 306 punti; la fascia grigia, dai 5.000 ai 10.000 abitanti, con dieci Comuni e oltre 15.000 voti ponderati; la fascia arancione, dai 3.000 ai 5.000 abitanti, con sedici Comuni e circa 13.700 voti ponderati; e infine la fascia azzurra, fino a 3.000 abitanti, che comprende ben 53 Comuni e un totale di quasi 17.500 voti ponderati.
Non si prevedono stravolgimenti clamorosi, ma la percezione diffusa è che il centrodestra, negli ultimi anni, abbia compiuto un passo in avanti significativo, sia nel numero dei sindaci sia in quello dei consiglieri comunali. Un trend già emerso due anni fa, quando le elezioni provinciali si chiusero con un sostanziale pareggio: sei seggi al centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) e sei alle liste civiche di area centrosinistra. I risultati furono indicativi: La Provincia dei Cittadini al 35,26%, Fratelli d’Italia al 24,13%, Lega al 19,04%, Forza Italia al 14,04% e Provincia in Comune al 7,53%. Va ricordato che nella lista La Provincia dei Cittadini, oltre al PD, confluirono anche Azione, Italia Viva, Possibile e Demos. Oggi Fratelli d’Italia punta apertamente al sorpasso sul Partito Democratico, mentre anche la Lega si muove con determinazione.
Alle provinciali, come sempre, i numeri e le alleanze conteranno più delle etichette. E questa volta, più che in passato, ogni singolo voto ponderato potrebbe fare la differenza
Provincia di Frosinone verso il voto: pesi, alleanze trasversali e l’avanzata silenziosa del centrodestra
