Presunti certificati falsi per le patenti: 50 persone indagate, coinvolta anche la provincia di Frosinone

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Un presunto sistema di falsificazione di certificazioni mediche finalizzate al rilascio, al rinnovo e alla revisione delle patenti di guida sarebbe stato scoperto dalla Procura della Repubblica di Cassino, che ha concluso le indagini preliminari nei confronti di 50 persone.
Gli indagati, residenti tra Roma, la provincia di Frosinone e Pisa, sarebbero chiamati a rispondere, a vario titolo, dei reati di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e falsità materiale commessa da privati. L’attività investigativa è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Cassino e coordinata dal sostituto procuratore Chiara D’Orefice.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il presunto sistema ruoterebbe attorno alla preparazione, redazione e presentazione di documentazione sanitaria ritenuta non autentica, utilizzata per ottenere l’idoneità alla guida davanti alla Commissione Medica dell’ASL di Cassino. Tra i documenti contestati figurerebbero referti di analisi del sangue, esami delle urine, certificazioni psichiatriche e attestazioni sanitarie attribuite solo apparentemente a strutture pubbliche e private.
Alcune certificazioni sembrerebbero riconducibili a enti di rilievo come il Policlinico di Roma Tor Vergata, l’Università di Roma Tor Vergata e la Rete Ferroviaria Italiana, ma sarebbero state successivamente disconosciute dai responsabili competenti. Altri documenti potrebbero essere stati attribuiti, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, a strutture sanitarie delle ASL di Frosinone e Roma.
Il presunto sistema, operativo almeno dal 2019, avrebbe consentito a persone che avevano perso la patente per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti di aggirare i controlli sanitari previsti dalla normativa. I richiedenti sono stati presentati alla commissione medica con profili clinici apparentemente regolari, facendo risultare la loro condizione psicofisica compatibile con l’idoneità alla guida. Il costo del servizio illecito sarebbe variato tra i 2.000 e i 6.000 euro.
Le indagini avrebbero preso avvio nel dicembre 2022, dopo la segnalazione di un funzionario della Commissione Medica dell’ASL di Cassino, che avrebbe notato anomalie nella documentazione presentata da un uomo giunto alla visita in evidente stato di alterazione psicofisica, nonostante certificazioni formalmente regolari. Il medico indicato come firmatario del certificato di buona salute avrebbe successivamente disconosciuto la firma, dando impulso agli accertamenti dei carabinieri.
Nel corso dell’inchiesta sono state bloccate oltre 50 richieste di rilascio o rinnovo della patente ritenute sospette. Complessivamente sono state accertate più di 100 pratiche presentate con certificazioni ritenute false. In oltre 50 casi le patenti, già restituite ai richiedenti, sono state nuovamente ritirate.
Tra gli indagati figurerebbero non solo i presunti organizzatori del sistema, ma anche gli automobilisti che avrebbero beneficiato della presunta truffa, provenienti principalmente da Roma, dalla provincia di Frosinone e da Pisa. Le posizioni sarebbero ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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