PRC: “fusione FCA-PSA, cosa ne sarà dello Stabilimento di Cassino e del suo Indotto?

fca piedimonte san germano

A qualche giorno dall’avvenuta fusione tra FCA-PSA che lancia definitivamente il gruppo nelle borse di tutto il mondo, la nascente“ Stellantis” entra di fatto nei big della case automobilistiche mondiali. Ad oggi non possiamo che esprimere, da un lato preoccupazioni per il nostro territorio e per lo stabilimento di Cassino ( come tra l’altro ha puntualizzato il sindacato confederale e non sia a livello nazionale che a livello locale),dall’altro restiamo fiduciosi che la fusione porti con sé questi ventilati vantaggi per il futuro di tutte le parti interessate.

In quanto ad oggi l’unica certezza e che nello stabilimento di Cassino dal 13 Gennaio si ripartirà con la produzione, ma  i lavoratori saranno quasi tutti impiegati con contratti di solidarietà, con un solo turno e con il 40% della forza lavoro presente a rotazione.

La vera assenza ingiustificata e la c.d.  “Rappresentanza  Politica locale” a qualsiasi livello ( ad esclusione dei pochi Sindaci che si spendono e si sono spesi per la causa), che in un silenzio assordante continuano a non avere nessuna preoccupazione per la salvaguardia del patrimonio industriale collegato in maniera diretta o indiretta alla F.C.A.

Lo avevamo già detto, nel momento in cui il Governo concedeva il prestito di 6 Miliardi a FCA ,era necessario un chiaro piano di investimento nazionale ed in particolare territoriale.

Adesso scopriamo nei fatti,  che il nuovo gruppo sposta alcuni modelli Alfa Romeo all’estero per la produzione di nuovi modelli ibridi ed elettrici,  nel segmento oggi unica risorsa dello stabilimento di Cassino.

E’ pur vero, che su modelli diversi l’Azienda conferma gli investimenti del piano triennale su Cassino, ma pensiamo che oggi il nostro territorio deve avere un piano per il futuro, non ci si può accontentare del solo presente.

Non possiamo permetterci brutte sorprese, in un territorio dove le cifre della crisi sono tutte in rosso, ed in particolare una percentuale di disoccupazione giovanile tra  le più alte d’Italia.

E per tutti questi motivi che chiediamo oggi un intervento della politica, ed in particolare un intervento dell’assessorato delle politiche del lavoro Regionale e degli eletti in Parlamento. Dobbiamo dare un orizzonte politico alle scelte che si faranno per il nostro territorio.

Noi restiamo a fianco dei lavoratori e dei sindacati, crediamo che questo territorio non deve essere parte residuale del piano industriale del nuovo gruppo di Stellantis e che vadano assunti impegni politici ed istituzionali per la crescita industriale ed occupazionale del territorio.

comunicato stampa

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