È comparso un appello pubblico per l’organizzazione di primarie civiche a Pontecorvo. Prima il 20 gennaio scorso e successivamente il 27 febbraio inviai una mail ai soggetti in questione. Prima di discutere di primarie, strumento di cui condivido il valore, occorreva ristabilire un minimo di credibilità e affidabilità interna al Circolo. Credibilità e affidabilità minata dagli stessi soggetti che hanno lanciato la proposta. Nessuna risposta è pervenuta, chiaramente. Sintomatico di quanto questi soggetti tengano al pluralismo, alla trasparenza e alla democrazia interna di un Circolo PD. Per questo motivo, dopo aver tentato con tutte le forze in due anni a dare una scossa a un Circolo, ridotto a un club privato, senza alcuna missione e senza alcun proposito sul futuro della città; dopo due anni in cui ho assistito esclusivamente a piccole beghe di partito, ad azioni rivolte esclusivamente a dividere, escludere e attaccare componenti interne. Ebbene dopo tutto questo, pur mantenendo la mia tessera, pur avendo ancora speranza in un Partito fondato sulla trasparenza, sulla democrazia interna, sul confronto, un Partito che dovrebbe essere guida nella costruzione di un campo progressista ritengo sia prioritario dare rappresentanza ai tanti cittadini, alle famiglie, con i quali da anni portiamo avanti idee e proposte per la città mettendomi a disposizione per garantire una azione concreta nel prossimo Consiglio Comunale.
Lo farò con grande senso di responsabilità e impegnandomi per la mia città mettendomi a disposizione dei miei concittadini.
Detto questo voglio essere molto chiaro e diretto in merito ai soggetti proponenti le primarie : non ritengo i soggetti che oggi avanzano questa proposta particolarmente credibili e affidabili sotto il profilo politico. Due anni trascorsi a non proporre nulla, bloccando sul nascere qualunque iniziativa di Circolo. Da settembre scorso, nel totale immobilismo indotto dagli stessi soggetti, ho deciso di avviare una serie di confronti, in maniera trasparente, coerentemente con quanto proposto alle scorse elezioni amministrative, per discutere della città dove viviamo e in cui abbiamo deciso di crescere i nostri figli.
Dopo tre mesi la prima cosa che escogitano questi personaggi è attaccare il sottoscritto a gennaio, utilizzando il simbolo del Partito in maniera arbitraria.
Parliamo di persone che negli ultimi mesi si sono mosse all’interno di dinamiche opache, speculando sul simbolo di partito.
Alcuni di essi hanno già partecipato alla definizione di gruppi orientati verso alcuni candidati e oggi, forse per timore di aver fatto un errore, lanciano le primarie a due mesi dalle elezioni? Di cosa stanno parlando questi soggetti?
Di niente, purtroppo. Come sempre. E le persone, i cittadini, gli elettori, gli stessi candidati in campo, lo hanno capito bene.
Le primarie non sono uno slogan né uno strumento da evocare in modo generico a due mesi dalle elezioni. Un Partito solido avrebbe potuto proporre questo strumento a dicembre scorso, condividendo nel Circolo tale ipotesi con tutti gli iscritti, valutare se ci fossero candidature da proporre. Le primarie sono un metodo serio che richiede chiarezza, coerenza e soprattutto una reale volontà di rimettere la scelta nelle mani dei cittadini nei giusti tempi e con le corrette modalità.
Le primarie civiche, se organizzate nel modo corretto e con tempi adeguati, rappresentano probabilmente il miglior strumento democratico per individuare un candidato sindaco.
Ma proprio perché si tratta di uno strumento importante, non può essere utilizzato come soluzione improvvisata. Le primarie richiedono un percorso: un regolamento condiviso, una commissione di garanzia, momenti pubblici di confronto tra candidati, una fase di partecipazione reale della comunità.
A meno di tre mesi dalle elezioni amministrative, lanciare oggi questa proposta risulta inevitabilmente più come una mossa tattica che come una scelta maturata per tempo, basata su un progetto reale. La situazione interna al Circolo non lascia intendere che vi siano condizioni minime per dare credibilità a questo strumento e Renzi e Mattaroccia, in questi mesi, non hanno dato alcun cenno di voler avviare un sano confronto interno; probabilmente perché occupati a trattare singolarmente su altri tavoli.
E questo è l’elemento politico che non può essere ignorato. Alcuni dei promotori di questo appello, come già detto, sono da mesi collocati lavorando su specifiche candidature a sindaco. Altri sono da mesi impegnati a trovare una propria collocazione personale. Questo rende la proposta quantomeno contraddittoria e ancor meno credibile agli occhi dei cittadini.
Un caso emblematico è quello di Mattaroccia, che graviterebbe nell’area riconducibile al gruppo Narducci già dal mese di dicembre. Fautore di divisionismo interno e esterno in questi mesi e che oggi si erge a risolutore di conflittualità? Viene quindi spontaneo porsi una domanda semplice: perché solo oggi, nel mese di marzo, nasce l’idea di lanciare le primarie? Perchè Mattaroccia e Renzi non hanno promosso un percorso nel Circolo nei mesi scorsi? Perché piuttosto si sono prodigati a lanciare attacchi all’interno del Circolo stesso se l’intenzione era quella di dare unità al Partito?
Domande legittime.
Che si stanno facendo molte persone, anche del Partito Democratico.
Perché se si crede davvero nello strumento delle primarie, lo si propone all’inizio di un percorso politico, non quando appare evidente a alcuni personaggi che le dinamiche interne e le tattiche usate fino a quel punto non stanno producendo il consenso sperato attorno a una determinata candidatura.
Questo non significa rifiutare il confronto.
Al contrario. Se vi fosse la giusta serietà basterebbe sedersi a un tavolo, confrontarsi sulle proposte e valutare convergenze.
Tavolo che Mattaroccia e Renzi hanno evitato fino a ieri; sia all’interno del Circolo, per chiarire le posizione espresse e trovare una sintesi, e sia al di fuori del Circolo stesso. Magari adesso qualcuno proporrà la favola secondo cui non si poteva discutere prima dell’elezione del Segretario Provinciale, altri diranno che attendevano gli esiti delle elezioni provinciali e via dicendo.
Ma i cittadini e la città non hanno alcun interesse a queste dinamiche e ai giochi interni del Partito, alle sfide interne e ai posizionamenti delle correnti.
Ai cittadini interessa il futuro della città e la proposta di governo.
Se quella delle primarie fosse stata una proposta seria, con regole chiare, tempi credibili e un reale spirito di apertura, le primarie sarebbero stato uno strumento utile per la città. Potevano essere l’occasione per discutere di programmi, visioni e futuro di Pontecorvo davanti ai cittadini, lasciando a loro la scelta finale.
Ma per fare questo serve coerenza politica, trasparenza e credibilità.
Tre elementi che, al momento, purtroppo non emergono con particolare evidenza dai soggetti che oggi avanzano questa proposta.
Le primarie sono uno strumento troppo importante per essere utilizzato come semplice mossa tattica da lanciare nel mucchio per sparigliare le carte. Le persone sono stanche di questi metodi e vorrebbero piuttosto sentir parlare di progetti per la città.
Se si volevano proporre le primarie, si dovevano pensare per la città e con la città, non per risolvere i problemi di qualche gruppo in difficoltà a due mesi dalla presentazione delle liste. Soprattutto non è credibile che siano presentate dal Circolo PD che non riesce neanche a dare riscontri al proprio interno ai propri tesserati, ostaggio di personaggi divisivi e autoreferenziali che lo hanno depredato negli ultimi anni creando esclusivamente polemiche interne piuttosto che dare spunti di discussione seri sul presente e futuro della città.
Il Partito avrebbe potuto costruire per tempo alleanze portando avanti una candidatura del Circolo. Non è stato fatto perchè non è interesse di certi personaggi costruire consenso alla luce del sole, con dignità e coerenza.
Oggi il Partito è lacerato, a due mesi dalle elezioni, e la responsabilità maggiore a mio avviso è proprio di Mattaroccia e Renzi. Dove erano Mattaroccia e Renzi in questi mesi? Cosa hanno prodotto in questi anni? Divisioni. Lotte interne continue e frammentazione. Sotto il profilo della proposta per la città? Non pervenuti.
E oggi si svegliano a meno di novanta giorni dalle elezioni per lanciare le primarie prendendo palesemente in giro elettori e cittadini?
Il mio invito al Segretaio Provinciale, Achille Migliorelli, e ai dirigenti provinciali e regionali, come già chiesto da gennaio scorso, è quello di presiedere una riunione e valutare un eventuale intervento incisivo, senza l’ipocrisia di una finta unità che non esiste in questo momento, per restituire dignità al Partito e ristabilire le regole democratiche, di pluralismo, confronto e garanzia nel funzionamento del Circolo stesso proprio in virtù del rilancio sui territori della partecipazione e della rappresentanza.
