Sono trascorsi appena tre giorni dal delicato ricovero della cucciola di orso bruno marsicano recuperata nel versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Tre giorni intensi, in cui l’obiettivo primario è stato garantire la sopravvivenza del piccolo esemplare, affrontando la fase critica del distacco dal latte materno e l’inizio di un’alimentazione artificiale, il tutto sotto attento monitoraggio sanitario e con interazioni minime per evitare l’abituazione all’uomo.
Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise: ‘Il benessere dell’orsetta viene prima dell’esposizione mediatica”
Pescasseroli – In una nota pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, l’Ente ha espresso disappunto per la pressione ricevuta da parte di alcuni organi di stampa, desiderosi di ottenere – fin da subito – immagini e video della cucciola. “Immaginate quanto possa essere stressante per un cucciolo selvatico, abbandonato dalla madre, essere trasportato e trovarsi improvvisamente in un ambiente chiuso e sconosciuto”, scrivono i responsabili del Parco, sottolineando come la comunicazione non possa e non debba mai avere la priorità rispetto al benessere dell’animale.
Il breve video pubblicato oggi, il primo reso disponibile, mostra la piccola orsa mentre impara a mangiare autonomamente dalla ciotola – un progresso fondamentale, perché permette di evitare l’alimentazione manuale tramite biberon e quindi ridurre ulteriormente il contatto umano.
Il Parco invita a riflettere sul valore di tre principi fondamentali: equilibrio, attenzione e precauzione – cardini dell’agire di chi tutela la natura, ma anche responsabilità condivise da chi racconta, commenta o semplicemente osserva il mondo selvatico.
“Il nostro lavoro – si legge – richiede grande attenzione e tanto equilibrio, dettati dalle precauzioni. Elementi fondamentali per navigare in un mare di complessità e incertezze. Il lieto fine è solo una delle possibilità”.
Infine, viene garantito un impegno alla trasparenza e all’aggiornamento costante, ma sempre nel rispetto delle esigenze dell’animale: “La realtà è molto più complessa delle singole opinioni. È qui che entrano in gioco conoscenza e informazione, per esercitare l’arte del dubbio su questioni che non conosciamo o di cui non abbiamo tutti gli elementi”.
Il Parco si appella a tutti – operatori, comunicatori e appassionati – affinché il rispetto per la natura prevalga sempre sul sensazionalismo.
