DI AUGUSTO D’AMBROGIO ANAGNI – Cambiano i nomi delle aziende, cambiano i partiti al governo, ma il copione rimane sempre lo stesso: promesse, rassicurazioni, dichiarazioni trionfali. Stavolta è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Maura a recitare la parte di chi vuole tranquillizzare tutti sul destino dello stabilimento ex Catalent, oggi al centro dell’annunciato investimento da oltre due miliardi di euro da parte di Novo Nordisk.
“Non ci sono cambi di programma” – ha detto Maura – e “l’impegno economico e il piano di assunzioni restano confermati”. Parole già sentite mille volte ad Anagni e in provincia di Frosinone, parole che troppo spesso si sono infrante contro la dura realtà di tagli, chiusure e piani industriali evaporati nel nulla.
Una storia che si ripete
Basta tornare indietro di pochi anni per ricordare i casi di stabilimenti chiusi all’improvviso, di lavoratori abbandonati e di promesse mai mantenute. Dal settore farmaceutico a quello automobilistico, la Ciociaria ha già pagato sulla propria pelle l’inaffidabilità di multinazionali che, dopo aver incassato benefici e incentivi, hanno voltato le spalle al territorio.
E cosa fa oggi Maura? Invece di pretendere garanzie scritte e vincolanti, si limita a riportare che “non ci sono state comunicazioni ufficiali di tagli”. Come se il silenzio bastasse a proteggere centinaia di famiglie dal rischio di ritrovarsi senza lavoro. È questa la difesa del territorio che la politica dovrebbe garantire?
Una politica debole, prigioniera della propaganda
Il problema è chiaro: la politica locale, da anni, non è in grado di fare la voce grossa. Anziché esercitare il proprio ruolo di controllo e di pressione sulle multinazionali, si limita a fare da megafono delle versioni comode, vendendo illusioni alla cittadinanza.
Maura segue la stessa linea dei suoi predecessori: annunci roboanti, promesse di “attenzione massima”, citazioni del presidente Rocca come garante, e zero fatti concreti. Un atteggiamento che sa di resa preventiva, un modo di coprirsi le spalle senza mai alzare davvero la testa per difendere i lavoratori.
Fatti, non chiacchiere
Il territorio non può più permettersi di essere preso in giro. Non servono comunicati stampa, servono accordi ufficiali, cronoprogrammi chiari, impegni vincolanti su occupazione e investimenti. Finché questo non ci sarà, ogni rassicurazione di Maura resterà puro fumo negli occhi, un’altra pagina nella lunga storia delle promesse non mantenute che hanno condannato Anagni e la Ciociaria a un eterno stato di incertezza.
Il tempo delle parole è finito. O arrivano i fatti, o la politica regionale – Maura in testa – si renderà complice di un altro fallimento annunciato.
