Neonato muore per un batterio preso in ospedale, grave il gemello. Coinvolti altri 8 bimbi

cc-nas

Un neonato prematuro è morto martedì all’ospedale Civile di Brescia. A ucciderlo è stata un’infezione provocata dal batterio noto come serratia marcescens. Il piccolo, figlio di una donna italiana, ha un gemellino che era ricoverato come lui e fortunatamente ancora vivo. Dopo il decesso, il reparto è stato visitato dai carabinieri del Nas che hanno acquisito tutta la documentazione e fatto i primi accertamenti sul personale. Nel frattempo, la direzione degli Spedali Civili di Brescia ha attivato il comitato di sicurezza infettiva e messo in atto tutte le misure di contenimento sanitarie.  Alcuni bambini presenterebbero i segni clinici della malattia mentre per altri si parla di semplice colonizzazione. L’infezione colpisce il sistema gastrointestinale dei neonati prematuri, in particolare quelli con le difese immunitarie molto basse. Il batterio in questione è particolarmente resistente all’aggressione degli antibiotici e precedentemente era stato isolato in alcuni dei piccoli pazienti presenti nel reparto di Patologia neonatale. Inoltre, la serratia marcescens è il ceppo più diffuso della serratia, killer che viene contratto per la maggior parte dei casi in ambito ospedaliero. Esso si manifesta attraverso sintomi come febbre, brividi, insufficienza respiratoria, shock settico e viene combattuto con terapie antibiotiche.  Nei prossimi giorni si conosceranno gli sviluppi sul fronte giudiziario di questo caso, in attesa dei riscontri eseguiti dai carabinieri del Nas. Intanto, sull’accaduto la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. Si tratta del primo caso specifico avvenuto all’ospedale Civile di Brescia mentre in Italia negli scorsi anni se ne sono registrati altri negli ospedali di Mantova (2012), Como (2014) e Cosenza (2016). Al momento non risultato indagati, né vengono evidenziati profili di responsabilità.

 

Foto e fonte La Stampa

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