Midterm 2018, democratici riprendono la Camera con donne e minoranze

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Per i democratici avrebbe dovuto essere un’inversione di tendenza decisiva in vista delle presidenziali 2020, l’inizio della riscossa. E anche nello staff di Donald Trump temevamo che il riscatto previsto potesse trasformarsi in uno tsunami per la Casa Bianca. Invece i repubblicani, a conti fatti e nonostante l’affluenza mai così alta nelle elezioni di midterm, tengono e la portavoce Sarah Sanders valuta “positivamente la situazione attuale” dicendo che “forse c’è un’increspatura ma certamente non penso che sia un’onda blu“. Gli Stati Uniti sono divisi e il Congresso, ora, ne è la fotografia più nitida. Secondo gli ultimi aggiornamenti pubblicati sul sito della Cnn, i dem sono in vantaggio con 214 seggi contro 197 alla Camera. Mentre i repubblicani conducono 51-44 al Senato.Anche se il risultato delle urne è celebrato come vittoria netta da Trump, che festeggia con due tweet-citazione: “Solo cinque volte negli ultimi 105 anni un presidente uscente ha vinto seggi al Senato nelle elezioni di Midterm. Trump ha della magia. Questo ragazzo ha della magia che gli esce dalle orecchie”, si legge nel tweet-citazione. “È un sorprendente acchiappa-voti e incredibile nel fare campagna elettorale. I repubblicani sono incredibilmente fortunati ad averlo e ho solo rispetto per quanto hanno fatto bene. È tutta la magia di Trump – Trump è l’uomo magico. Incredibile, ha avuto tutti i media contro di lui, che lo attaccavano ogni giorno, e tira fuori queste vittorie immense”, conclude citando Ben Stein, attore e autore di ‘The Capitalist Code’.Assai più cauto lo speaker repubblicano alla Camera, Paul Ryan: “La storia si ripete. Un partito al potere deve sempre affrontare sfide difficili nelle sue prime elezioni di medio termine”. Congratulandosi con i democratici per la conquista della Camera, Ryan ha fotografato così la situazione: “Non serve un’elezione per sapere che siamo una nazione divisa, e ora abbiamo una Washington divisa. Come Paese e come governo dobbiamo cercare un terreno comune“.Ma dallo staff del tycoon provano a smontare il racconto dei dem, secondo i quali – copyright della leader alla Camera, Nancy Pelosi– “domani sarà un nuovo giorno in America” e il controllo della Camera permetterà di “ripristinare i controlli e gli equilibri costituzionali sull’amministrazione Trump”. In questo senso la riconquista della Camera dopo rappresenta un punto fermo che trasforma il tycoon in un’anatra zoppa, seppur addirittura rafforzata al Senato. E anche un successo elettorale simbolico, visto 8 anni fa, a metà del mandato di Barack Obama, persero 63 seggi (su 69) proprio in quell’ala del Congresso.Il controllo, infatti, da un lato permette di rallentare l’azione amministrativa di Trump e dall’altro – attraverso il lavoro delle commissioni – potrebbe incrinare almeno mediaticamente la sua immagine con un’accelerazione delle indagini dal Russiagate in giù. E poi ci sono i volti nuovi portati alla ribalta, spesso donne . In totale, almeno 99 diventeranno deputate (su 237 candidate), un numero che supera il record precedente di 84. Dalla 28enne di origine portoricana Alexandria Ocasio-Cortez che ha conquistato il seggio nel Bronx alle prime due musulmane elette. Nonché il primo governatore dichiaratamente omosessuale, Jared Polis, che governerà in Colorado. Immigrazione, minoranze religiose e comunità Lgbt e tantissime donne elette. Tra loro anche prima nativa americana, Sharice Davids, procuratrice lesbica vincente in Kansas.

Foto e fonte ilfattoquotidiano.it

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