Mauro Buratti, è morto il carrozziere no vax de La Zanzara ucciso dal Covid

cruciani e mauro

«Mauro non c’è più. Ho sperato, abbiamo sperato, che la sua pellaccia ancora una volta potesse vincere su tutto. Niente. Era una testa dura, e quella maledetta settimana è stata forse fatale. Aveva deciso di campare in un certo modo, nessuno lo avrebbe fermato e la nostra grande comunità gli voleva bene nonostante le sue storture, le sue teorie, i suoi umori». Con un lungo post su Instagram Giuseppe Cruciani ha commentato la morte di Mauro Buratti , conosciuto come «Mauro da Mantova», convinto no-vax morto lunedì 27 dicembre a causa del Covid, spesso ospite della trasmissione La Zanzara su Radio 24. «Conservo nel cuore — prosegue il post — tutti i tuoi messaggi di insulti, le contumelie e le lunghe conversazioni al telefono quando eri più calmo. Eri Belvaman, volevi essere Re, l’interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova».

Cruciani ricorda — anche — le prese in giro e gli insulti: «Ce ne siamo dette di tutti i colori fino alle soglie di un tribunale, ma ci siamo divertiti come mai nella vita. E oggi ho ricevuto un colpo al cuore. Prevale il vuoto, nell’anima, e penso a quello schermo in radio dove non ci sarà più scritto: Mauro da Mantova, vuole intervenire. Ciao Maurone, ovunque tu sia».

La vicenda di Mauro da Mantova era «esplosa» a inizio dicembre, quando, durante una diretta radiofonica nella trasmissione della Radio di Confindustria , aveva raccontato di essere entrato in un supermercato con 38 di febbre, senza mascherina e di aver fatto l’«untore» sapendo di avere il Covid. Le condizioni di Buratti nei giorni seguenti si erano aggravate tanto che radioascoltatori medici e lo stesso Cruciani avevano insistito perché si ricoverasse. «Riposa in pace ovunque tu sia — ha scritto in un tweet David Parenzo , l’altro conduttore de La Zanzara — vecchio complottista. Spero solo che la tua triste storia serva da esempio a tutti coloro che ancora alimentano dubbi sull’efficacia dei vaccini».

fonte Corriere.it

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