Il degrado socio-economico che attanaglia, da decenni, Veroli è tanto allarmante quanto mortificante. Si sono susseguiti sinistri governi che, traviati da esigenze clientelari, hanno reso Veroli una città fantasma, povera e insicura. Veroli, come la provincia tutta, come l’Italia tutta, soffre di quel male oscuro che affligge l’Europa, ormai prossima ad un oscuro medio evo, gravato da cotardia politica, inettitudine, lassismo e corruzione. L’Europa, così concepita, burocraticamente, come entità astratta, catalizzatrice di risorse mal gestite è destinata a fallire. Sia chiaro, tutti gli enti sovra comunali, sono destinati al collasso, lento e doloroso, sotto gli attacchi sempre più veementi di correnti immigratorie insostenibili, sospinte da una melliflua pseudo-cultura, in auge, meramente tollerante e destabilizzati, ferocemente, da lobbies che hanno destrutturato la ricchezza dei territori europei all’insegna di proditori slogan di massa tesi al più trito ed effimero consumismo. La guerra in Ucraina, la passiva accettazione di diktat autolesionistici che violano i puri principi della nostra costituzione, la drammatica crisi climatica, impongono una seria ed ineludibile riflessione che porti ad una evoluzione del miserrimo e distopico pensiero forte oggi dominante. La rivoluzione deve partire dal basso, dalla cellula primigenea della comunità: la polis. Solo la civiltà municipale può salvare l’Italia e può garantire gli stati uniti d’Europa. Si inizi questa rivoluzione da Veroli, chiedo coraggio. Il comune torni il centro vitale del territorio. Sia il comune l’ente che decida delle esigenze della comunità, sia il comune garante e gestore dei servizi materiali e immateriali e siano i cittadini partecipi delle scelte. Tra le prime scelte dolorose e necessarie: la gestione dell’acqua e dei rifiuti. Sostengo la necessità a tal punto di due manifestazioni referendarie: 1 – per la gestione comunale dei rifiuti: fuori dal carrozone della saf. Ci sono le tecnologie per poter gestire autonomamente e con profitto i rifiuti senza termovalorizzare e senza discarica. 2 – per il ritorno alla gestione delle risorse idriche in autonomia, nell’ambito di una collaborazione intercomunale di servizi integrati allo smaltimento e gestione dei reflui e della preservazione del patrimonio di falda e meteorico. L’asservimento strumentale a cogenti barbare dinamiche politiche economiche di vassallaggio ha reso il nostro territorio, come la storia recente insegna, dipendente da fonti energetiche esogene che ne pregiudicano la nostra vulnerabilità. Si guardi al futuro, si gettino le basi per dimostrare la grandezza del genio italico: sia Veroli sede di una centrale termodinamica che garantisca la produzione energetica pari all’esigenze di una popolazione di ventimila abitanti. Energia verde che sospinga la coscienza delle persone al rispetto e valorizzazione della cellula biosfera ernica, rendendo Veroli città delle api e degli alberi. La natura non fa salti e la natura può preservarci dal disastro dietro l’angolo. Chiedo a tutti i candidati sindaci di guardare il futuro con criticità e invito ad una moratoria pubblica di tematiche scadenti, puerili, prossime alla vacuità. Si firmi pubblicamente un manifesto di intesa su questi tre punti: ACQUA – RIFIUTI – AMBIENTE e invito gli organi di stampa a fare da garanti dell’impegno preso.
COMUNICATO STAMPA
