Il nome del cane del candidato riconosciuto come elemento identificativo della campagna elettorale. Respinto il ricorso dell’opposizione: resta invariato l’esito delle amministrative a Porto Viro.
PORTO VIRO (RO) – Le elezioni amministrative nel comune rodigino di Porto Viro si sono concluse con una decisione inusuale ma destinata a far discutere. Il Tar del Veneto, quarta sezione, ha confermato la validità di tre schede elettorali riportanti la scritta “Thor” — nome del cane del neo sindaco Mario Mantovan — ritenendo legittima la loro attribuzione al candidato risultato poi vincitore con un margine di soli sette voti.
Il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dall’opposizione, confermando integralmente l’esito del voto e la proclamazione di Mantovan. Secondo i giudici, l’indicazione del nome dell’animale non costituisce un segno di riconoscimento illecito, ma un riferimento inequivocabile al candidato, ben noto per la presenza costante di “Thor” durante la campagna elettorale e sui propri canali social ufficiali.
Nella sentenza si legge che “la scritta ‘Thor’, in questo caso specifico, possa giustificarsi ragionevolmente con cause diverse da quella della volontà dell’elettore di farsi riconoscere”. Il Tar ha dunque interpretato la menzione del cane come un rafforzativo simbolico della preferenza, e non come un elemento idoneo a compromettere la segretezza del voto.
Gli stessi giudici hanno sottolineato come l’animale fosse parte integrante della comunicazione politica di Mantovan, riconoscibile da gran parte dell’elettorato e associato alla sua immagine pubblica. “Thor”, insomma, non come messaggio occulto, ma come emblema di una campagna elettorale che ha fatto dell’autenticità e della vicinanza ai cittadini il proprio tratto distintivo.
Con questa decisione, il Tar chiude definitivamente la contestazione elettorale e conferma la piena validità della proclamazione di Mario Mantovan a sindaco di Porto Viro.
