L’euro oltre la barriera di 1,20 dollari. Borse in rosso, oro in rialzo

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L’euro ha superato la «barriera» di 1,20 dollari, toccando il massimo raggiunto l’ultima volta il 2 gennaio 2015 (dati Reuters). Le Borse soffrono a tutte le latitudini l’effetto del missile balistico lanciato dalla Corea del Nord contro il Giappone. La provocazione più forte messa in atto finora dal governo di Pyongyang che ha messo in moto anche sui mercati finanziari, non sempre reattivi di fronte alle minacce di guerra, movimenti difensivi. Oggi, quindi, la giornata parte male per le azioni, con vendite generalizzate, mentre si rafforzano le quotazioni degli asset che vengono percepiti come sicuri. L’oro, per esempio, è salito fino a 1.322,41 dollari l’oncia, il livello più elevato dal novembre dello scorso anno. E poi c’è il solito bund d tedesco: la differenza di rendimento tra i decennali di Angela Merkel e il Btp, lo spread, si è allargata fino a 176 punti.La seduta di Borsa è finita in rosso prima per tutta l’Asia. Il missile ha schiacciato l’indice Msci Asia Pacific (-0,4%) mentre Tokyo perde lo 0,45% e Hong Kong lo 0,26%. Solo le Borse cinesi hanno resistito con Shanghai piatta (+0,06%) e Shenzhen poco sotto la parità (-0,08%). «Vedremo un crollo in azioni mentre gli investitori si rivolgono verso i cosiddetti asset di rifugio sicuri come, per esempio, i bond americani Usa e l’oro», prevedono i gestori. In negativo, con perdite anche superiori al punto percentuale nelle prime ore delle contrattazioni, anche tutte le Borse europee, che si svegliano subito dopo quelle asiatiche.Tra i quaranta titoli guida di Piazza Affari perde parecchio Mediaset (-2,3%), ma scende in maniera evidente anche il risparmio gestito (-2% Banca Generali, -1,5% Azimut, -1,3% Banca Mediolanum). Il missile nord coreano ha ricordato agli investitori tutti i problemi sul tavolo. Il nodo «golden power», insieme a una raccomandazione negativa degli analisti Bernstein, pesa ancora su Telecom Italia che cede l’1,2%. Ma c’è anche chi non soffre. Tra i titoli a minore capitalizzazione spicca il +4,5% di Giglio Group che ha annunciato una partnership in Indonesia per la fornitura di contenuti televisivi e il +3,7% di Elica, società marchigiana delle cappe da cucina dopo i conti trimestrali.Rialza la testa il petrolio (+0,7% Wti a 46,88 dollari al barile) dopo la caduta di ieri dovuta al fatto che le interruzioni produttive degli impianti nel Golfo del Messico a causa dell’uragano Harvey hanno ridotto la domanda di greggio.

 

Foto e fonte Cor. Sera

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