Lega, Salvini atteso a Frosinone per tentare di ricucire lo strappo Forza Italia, Ceccarelli va con Parisi

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Politicamente parlando è uno di quelli propensi a buttare la benzina sul fuoco, ma questa volta a Matteo Salvini, leader della Lega, toccherà vestire i panni del pompiere, per gettare acqua, nemmeno poca, sull’incendio divampato nel capoluogo ciociaro. In queste ultime ore, in cima all’agenda di Salvini, è finito il caso di Frosinone. Priorità: altissima. Nei prossimi giorni il leader leghista è atteso nel capoluogo. La missione è una sola: disinnescare la grana Zicchieri e ricomporre i cocci con Forza Italia del capoluogo che al pontino Francesco Zicchieri, coordinatore del Lazio della Lega e candidato alla Camera nel collegio uninominale di Frosinone, ha promesso il «Vietnam».Una sfida raccolta dal coordinatore di Cassino della Lega, Claudio Monticchio, che ha replicato: «Se voi non votate Zicchieri, io non votiamo il vostro candidato Mario Abbruzzese». Un’uscita che il coordinatore provinciale della Lega, Fabio Forte, ha derubricato a iniziativa personale. Eppure era stato lo stesso Forte, poche ore prima la presentazione delle liste, a lanciare accuse pesanti al coordinamento regionale del proprio partito, ossia Zicchieri.
Sono bastati un paio di giorni, stando alle dichiarazioni di facciata, per far sbollire gli animi, ma non c’è peggiore incendio di quello che cova sotto la cenere. Le barricate alzate nel capoluogo contro la candidatura di Zicchieri preoccupano i vertici nazionali del centrodestra, primo fra tutti la Lega che si è fatta ricambiare a caro prezzo l’appoggio a Forza Italia, ottenendo i collegi superblindati di Latina e Frosinone, per affermarsi nel Lazio. Un’operazione fatta sulla pelle e all’insaputa del capoluogo ciociaro (ma anche del coordinamento provinciale di FI) che ha espresso un sindaco di centrodestra con la percentuale più alta in Italia. La missione di Salvini, insomma, non si preannuncia facile.La candidatura di Zicchieri, combinata ad altre, ha portato già alle prime conseguenze: Alessandra Mandarelli, in segno di protesta con i vertici di FI, ha ritirato la propria candidatura dalle elezioni regionali. Ma i guai, si sa, portano altri guai. Al posto della Mandarelli, era stato fatto il nome di Ombretta Ceccarelli, esponente storico di Forza Italia in Ciociaria. Una candidatura che, seppure non espressione dell’amministrazione Ottaviani, avrebbe compensato in qualche modo lo strappo sul piano dell’immagine politica. E invece non sarà così. La Ceccarelli ieri mattina ha firmato per la candidatura nella lista civica “Energie per l’Italia” del candidato alla presidenza del Lazio, Stefano Parisi. «La proposta – spiega la Ceccarelli – mi era giunta il 23 gennaio. Questa mattina (ieri, ndr) ho firmato. È stato un momento difficile, ma è una scelta in linea con i miei principi e valori che porterò avanti per difendere il territorio».
La Ceccarelli, tra le fondatrici di Forza Italia a Frosinone, quando correva l’anno 1994, è come sempre schietta: «Sono incavolata perché non mi è piaciuto il modo in cui sono state gestite le candidature. Un disastro. Sono contro la politica romanocentrica. La candidatura di Zicchieri non mi è piaciuta e non vedo come si possa candidare nella lista di Forza Italia Gagliardi che ha sempre criticato Berlusconi e non ha mai avuto la tessera del partito».
La candidatura di Gagliardi non è stata confermata da Abbruzzese che si è detto all’oscuro, ma il diretto interessato sostiene di non aver ricevuto comunicazioni sulla sua esclusione.

Foto e fonte Il Messaggero

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