LE LOTTE E L’UTOPIA 1969/70 si chiude con un doppio incontro sulle arti che condizionarono la tecnologia moderna

LE LOTTE L'UTOPIA

Si chiude con un doppio seminario all’Università di Roma Tre la rassegna incentrata sulle lotte e l’utopia nel cinema politico del bienno 1969/70. Argomento in campo dei due incontri pomeridiani: le prospettive che si aprirono nel 1969 nelle arti e nelle tecnologie accanto alle lotte sociali.

Giunge al termine la manifestazione Le lotte e l‘utopia”: 1969/1970, organizzata dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Fondazione Gramsci. Dopo la giornata di studi, l’intensa rassegna di film e documentari d’epoca e lo speciale incontro sul cinema e la classe operaia al Cinema Farnese intorno all’opera “Contratto” di Gregoretti, è in programma lunedì 11 e martedì 12 novembre, nell’Aula del Dipartimento Fil.Co.Spe. dell’Università Roma Tre, un doppio seminario dedicato al Sessantanove nel rapporto con le arti. Coordinato dal Prof. Marco Maria Gazzano, il seminario (aperto a tutti) esplorerà i linguaggi del nuovo progresso multimediale compiuto in quell’anno, dalle video-installazioni di Nam June Paik, il primo artista ad aver inserito nelle sue opere l’aggettivo “globale”, al documentario Combat Art: Roma 1969-1978, sulla mostra realizzata dalla Galleria Mascherino, che vedeva tra i suoi protagonisti Mario Schifano, Franco Angeli, Sergio Lombardo, Nanni Balestrini, Pablo Echaurren, Tano D’Amico, Giuseppe Tubi e Agnese De Donato.

Il Sessantanove come anno di lotte di classe, negli scontri storici tra padroni, sindacati e lavoratori documentati in una ricca produzione filmica, e come anno di conquista della Luna, ma allo stesso tempo anche delle prime tecnologie che hanno aperto l’universo Internet, con due giovani ricercatori californiani che cercarono di mettere in contatto diretto, a distanza, i rispettivi “computer”.

Fu anche 50 anni fa che fu coniato dalla prestigiosa rivista del cinema d’avanguardia “Film Culture” il termine “expanded cinema”, a significare la fuoriuscita dalle sale del cinema, tramite happening, installazioni, nuovi formati, pluri schermi, nastro magnetico elettronico, dispositivi mobili e portatili, forme di montaggio cromatico e audiovisivo mai viste, per un desiderio multiforme di pluralità e creatività artistica che si orientava verso linguaggi e forme di comunicazione trasversali.

In quel periodo – afferma Gazzano – vi era una percezione del mondo che stava cambiando, ma non ne era ancora cosciente: termini come “Videosfera” segnalavano una nuova forma di  rappresentazione della natura ancora poco conosciuta, quella “elettronica” e artisti come Paik o come Steina e Woody Vasulka realizzavano interessanti prototipi di videodocumentazione e scrittura elettronica, sia cinematografica che televisiva, che avrebbero influenzato nei decenni successivi le pratiche artistiche e mediali della “videoarte” e della cinematografia in elettronica. A questi argomenti si dedicarono e si dedicano in particolare artisti e filosofi, tra Situazionisti e Cyberattivisti, oltre ai molteplici artisti digitali del Duemila fino alle attuali Web-media e Web-arts, e a questi focus, con proiezioni, studiosi e testimoni dell’epoca, abbiamo deciso di dedicare i due seminari all’Università, confidando di poter far conoscere principalmente alle nuove generazioni un’epoca e una società che in qualche modo ha segnato – politicamente e non solo – la misura del futuro in Italia e in Europa.

Le sequenze della Nasa, le opere in video di Paik, una testimonianza in Tv di Lucio Fontana che spiega il rapporto degli artisti con lo spazio e le nuove tecnologie, le opere li Luca Patella, il film distopico di Sidney Lumet sulla Tv, la “Luna 2” materializzata in opere plastiche, poetiche, radiofoniche, audiovisive degli artisti, si intersecheranno con le performance dal vivo e le testimonianze di protagonisti delle arti e del cinema quali, tra gli altri, Roberto Perpignani, Giancarlo Schiaffini, Carlo Quartucci, Carla Tatò, Pablo Echaurren,  Mario Sasso, Lamberto Pignotti, Bianca Menna.

L’ingresso è libero a tutti.

COMUNICATO STAMPA

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