“Le Foibe e Ceccano hanno bisogno di lezioni di storia e non strumentalizzazioni”

ceccano veduta panorama

Sta per arrivare il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano-giuliano-dalmata. Sta per arrivare una data sicuramente triste, che commemora una delle pagine più drammatiche e commoventi del secondo dopoguerra; ma è anche, ci preme dirlo, una data trista, per via dell’insopportabile strumentalizzazione che da anni viene messa in atto, in Italia come a Ceccano, da un certo schieramento politico che si compiace di mostrare la propria virilità sfruttando un fatto storico accaduto, sì, ma circoscritto e non del tutto paragonabile, ad esempio, agli orrori della Shoah.

Primo Levi, all’indomani della liberazione di Auschwitz, aveva ammonito il mondo indicando la via: meditare «che questo è stato», affinché non tornasse mai più. Beh, secondo noi di Ceccano2030, da tanto tempo ormai queste parole necessarie sono diventate, a Ceccano, parole fastidiose, seccanti, moleste. Perché questo? Presto detto: da anni ormai, nella nostra città e più in generale nel nostro Paese, si respira un clima di sostanziale insofferenza davanti a un certo modo di fare memoria, quella che tira in ballo le responsabilità e le connivenze dei nazisti tedeschi e dei loro fiancheggiatori italiani, quei fascisti devoti a Mussolini che portarono l’Italia al massacro della Seconda guerra mondiale. Siamo, è inutile negarcelo, in un’epoca che ha sdoganato di nuovo i saluti romani per colpa dei vari gruppi di estrema destra rifioriti come funghi, all’ombra peraltro di un governo nazionale per nulla imbarazzato, e anzi pronto a strizzare l’occhio davanti a questa “gioventù italica” così nostalgica e facinorosa.

Ecco perché ci preme provare a rifare ordine nello strepitante, e delirante, teatrino che la destra nostrana è pronta a rimettere in piedi in vista del Giorno del Ricordo ‘25: anche quest’anno infatti ci sarà la commemorazione posticcia e fastidiosa che, per un decennio ha visto sfilare sulla ribattezzata Via Martiri delle Foibe, nei pressi dello Stadio Popolla, l’ormai ex sindaco, molti ex assessori e deputati della Repubblica Italiana; pronti, tutti quanti, a fregiarsi del titolo di difensori dell’orgoglio nazionale contro le violenze perpetrate dai partigiani titini antifascisti agli italiani del confine orientale. Ricordiamo ancora tutti le parole che un paio d’anni fa l’ormai ex sindaco Caligiore pronunciò in un discorso pubblico presso una scuola superiore di Ceccano, sostenendo che la Giornata della Memoria era sì importante, ma quella del Ricordo di più, e proponendo addirittura l’intitolazione dell’Istituto Tecnico Economico di Ceccano a Norma Cossetto (!), come se la 23enne istriana fosse figlia della nostra Ciociaria…

Lungi da noi essere revisionisti, perché non siamo così ciechi da negare l’esistenza delle foibe: la storia del Novecento ha un carico di milioni di morti che fa ancora accapponare la pelle, e non siamo certo noi coloro che decreteranno chi, tra nazifascismo e stalinismo, ha fatto più vittime da mettere sulla bilancia; non è questo il punto, che lasciamo agli esperti di statistica e ai tifosi della contabilità monocolore.

Noi cittadini di Ceccano2030 siamo una forza pacifista, fatta di donne e uomini che avversano la guerra e la violenza in ogni loro forma, diretta o indiretta, e a ogni latitudine; Ceccano2030 è un collettivo che crede nei valori della solidarietà, della pace e della cooperazione internazionali, come testimoniano comunicati e iniziative che abbiamo svolto in quest’anno e mezzo di attività; noi cittadini di Ceccano2030 non vogliamo farci trascinare in nessuna polemica sterile fra “rossi” e “neri”, perché crediamo in un mondo a colori, che possa vedere riconosciute, e rispettate, tutte le diversità ideologiche, a patto di costruire una prospettiva rosea e pacifica davvero.
Proprio per questo, ci teniamo a sottolineare alcune cose: la memoria resta un dovere, da coltivare tutti i giorni, al di là di ogni bandiera e di ogni ideologia; le ingiustizie e i soprusi, da qualsiasi parte politica provengano, sono l’esatto contrario della democrazia, della partecipazione, della tolleranza, tutti valori che la nostra Costituzione ha sancito sin dalla sua nascita; sulle Foibe, che qualcuno sventola come totem da appuntarsi sul petto per fare carriera o macinare consensi, occorre ristabilire una verità storica condivisa e omogenea che abbandoni una volta per tutte il tifo da stadio e riporti il dibattito a una sobrietà quantomai necessaria e indispensabile.
Insomma, e purtroppo, stiamo per assistere anche quest’anno all’inutile carnevalata dei Fratelli d’Italia ceccanesi e del resto della banda del centrodestra cittadino, e ci rincresce già sapere che l’atmosfera di Ceccano verrà di nuovo insozzata da uno spettacolo quantomai evitabile. Speravamo che lorsignori si guardassero bene dall’intervenire con questa o simili iniziative pubbliche sulle Foibe; e invece, continuano a rivangare i morti per distogliere l’attenzione dai disastri, amministrativi e politici, che hanno fatto alla nostra comunità!

Con le Foibe, i vari gruppi della destra ceccanese provano a lavarsi una coscienza che è e resterà per sempre sporca, a livello storico e a livello amministrativo. Vi lasciamo, però, con un monito: smettetela di ricacciare gli scheletri del passato e guardatevi allo specchio, sul serio; siamo pronti a scommettere che un minimo di vergogna vi riempia lo sguardo. Triste la data, e tristo chi ne approfitta!

Comunicato stampa Collettivo Ceccano2030

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