Lazio,Sanità, l’allarme della Uil: “Sempre più famiglie rinunciano alle cure”

La sanità pubblica nel Lazio lancia un nuovo campanello d’allarme. A puntare i riflettori sulle difficoltà delle famiglie è la Uil Pensionati Lazio, attraverso il segretario generale Oscar Capobianco, che chiede un deciso cambio di passo sul fronte dei servizi e delle risorse.
Secondo i dati richiamati dal sindacato, il 10,6% delle famiglie laziali è in difficoltà nel sostenere le spese sanitarie a causa della ridotta disponibilità economica. Una situazione che rischia di tradursi nella rinuncia a visite, esami e prestazioni, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.
A pesare sono anche liste d’attesa troppo lunghe, difficoltà di accesso alle prestazioni specialistiche e un crescente ricorso alla sanità privata. Nel Lazio, evidenzia la Uil, il rapporto tra spesa per i farmaci e rischio di impoverimento legato alle prestazioni specialistiche e diagnostiche raggiunge un Odds Ratio di 1,08, superiore alla media nazionale.
Il quadro diventa ancora più preoccupante per anziani, pensionati e persone con redditi più bassi. Quando le risorse non bastano, sottolinea il sindacato, curarsi può diventare una scelta obbligata tra bisogni essenziali, con il rischio di aggravare ulteriormente le disuguaglianze.
La Uil Pensionati chiede quindi interventi concreti e nuove risorse, denunciando il rischio di un progressivo indebolimento della sanità pubblica. L’obiettivo, ribadisce Capobianco, deve essere quello di garantire a tutti la possibilità di curarsi senza che il reddito diventi una barriera all’accesso alle prestazioni.
Perché quando curarsi diventa un lusso, il problema non è più soltanto sanitario: è sociale.

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