Lazio, Lega: “Inserire nelle fasce di rischio anche altre categorie professionali che lavorano nella sanità”

CIACCIARELLI ......
“Come noto, in data 10 aprile  è stato firmato un ACCORDO, tra La Regione Lazio unità di Crisi_COVID-19, con le Organizzazione Sindacali regionali Confederali, le Organizzazioni Sindacali regionali Funzione pubblica e sanità, le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza, finalizzato ad individuare agli strumenti utilizzabili per remunerare le particolari ed eccezionali condizioni in cui sono chiamati ad operare i lavoratori impegnati nell’emergenza Covid, al fine di compensare le condizioni di particolare disagio e l’intensità dell’impegno professionale profuso.
Di fatto, con l’ACCORDO de quo, la Regione Lazio riconosce un emolumento per l’eccezionale, straordinaria e non prevedibile attività svolta dai dipendenti del SSR nel periodo dell’emergenza.
Nello specifico, tale riconoscimento economico aggiuntivo è previsto per i lavoratori dipendenti, appartenenti all’area del comparto e all’area della dirigenza, titolari di contratto di lavoro di natura subordinata delle Aziende e degli Enti del SSR, nonché ai medici in formazione specialistica, ai titolari di incarico libero professionale, anche nelle forme della collaborazione coordinata, nell’ambito delle potestà costituzionali regionali in tema di organizzazione sanitaria.
I profili interessati sono quelli che operano sia nelle strutture di intervento diretto che in quelle di supporto, comprendendo anche le Aziende che hanno preso in carico pazienti ed attività a seguito della riconversione delle unità operative delle Aziende di primo intervento.
Il riconoscimento economico su indicato è attribuito ai soggetti che hanno prestato la propria attività dal 10 marzo 2020 al 30 aprile 2020 ed è attribuito per l’intero a chi ha prestato la propria attività in almeno 20 turni lavorativi.
Il riconoscimento economico è differenziato in rapporto al livello di esposizione al rischio, secondo le due fasce di seguito specificate, correlate alla funzione e attività svolta dalla struttura di appartenenza, indipendentemente dal profilo/qualifica rivestiti, e così distinte: Fascia A – COVID “rischio elevato” € 1.000,00;  Fascia B – COVID- “rischio medio” € 600,00;
  Orbene, nelle due fasce di rischio, inspiegabilmente, non sono state considerate anche ulteriori categorie professionali, personale che, soprattutto quello ospedaliero, è esposto ogni giorno al rischio di contagio, forse ancora di più per il fatto stesso che deve assistere in urgenza pazienti apparentemente in buone condizioni generali, ma
 che potrebbero essere portatori e ai quali non è stato eseguito alcun tampone.
Si tratta di una evidente iniquità ed ingiustizia che non riconosce il giusto ruolo di rischio, vissuto in questo particolare periodo di emergenza Covid, anche da altre categorie sanitarie, al pari di altri colleghi.
Per tutti questi motivi, il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli ha chiesto, con una lettera sottoscritta da tutto il gruppo regionale della Lega,  che la Regione riconsideri la propria decisione ed inserisca, in una delle due categorie di rischio A o B, anche la categoria anzidette.”
Si sono espressi così i consiglieri regionali della Lega Lazio Pasquale Ciacciarelli, Orlando Angelo Tripodi, Laura Cartaginese, Daniele Giannini e Laura Corrotti.
COMUNICATO STAMPA – foto archivio

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