La lupa e i cuccioli disturbati dai fotografi: l’appello del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

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Nel versante abruzzese del Parco, una lupa ha partorito. Ma il miracolo della natura è già minacciato dalla corsa allo scatto perfetto.

Una lupa con una cucciolata al seguito è stata avvistata dalla scorsa settimana in un’area del versante abruzzese del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Una notizia preziosa, che avrebbe richiesto silenzio, distanza e rispetto. Invece, si è trasformata nell’ennesima occasione di esposizione social, tra fotografie, post, geolocalizzazioni e code all’alba per immortalare un momento che – per il bene dei piccoli lupi – avrebbe dovuto restare nascosto.

A lanciare l’allarme è stato il Parco stesso, con una lunga e dura nota pubblicata sui social ufficiali. L’Ente denuncia comportamenti irresponsabili, superficiali e dannosi da parte di fotografi e appassionati che, pur professandosi “amanti della natura”, sembrano ignorare le regole basilari della tutela ambientale.

“In questo periodo così delicato, in cui la sopravvivenza dei cuccioli dipende anche dalla tranquillità del loro ambiente – scrive il Parco – sarebbe stato auspicabile che tutti, nessuno escluso, evitassero qualunque forma di disturbo, dimostrando rispetto, responsabilità e professionalità.”

L’area in questione è ben nota tra i fotografi naturalisti, che da anni la frequentano per documentare lupi, cervi e altre specie simbolo dell’Appennino. Ma questa volta – sottolineano i gestori del Parco – il buon senso avrebbe dovuto prevalere. E se da un lato alcuni professionisti hanno scelto consapevolmente di non recarsi sul posto, comunicando anzi all’Ente la propria preoccupazione, dall’altro c’è chi non ha resistito alla tentazione di pubblicare immagini in tempo reale, corredate dalla consueta dicitura: “Scattata a distanza per non disturbare”.

“Come se bastasse – prosegue il comunicato – a giustificare la presenza. Le immagini sono state condivise con l’indicazione precisa del luogo, contribuendo a far circolare la notizia a livello nazionale e innescando il classico effetto emulazione dei social.”

Il risultato è stato un afflusso continuo e disordinato di persone, anche da regioni lontane, spinte dal desiderio di replicare gli scatti già visti online. Alcuni visitatori sono tornati più volte, pubblicando foto a poche ore di distanza l’una dall’altra. Una dinamica ben nota agli esperti del Parco, che parlano apertamente di rischio abituazione per i lupi: la crescente esposizione alla presenza umana può infatti alterare comportamenti naturali e compromettere la sopravvivenza della cucciolata.

“Ci stupisce la totale mancanza di responsabilità ed etica – si legge ancora – anche da parte di chi si professa amante della natura, ma poi antepone la visibilità personale alla tutela della fauna.”

L’Ente non risparmia critiche nemmeno a chi minimizza o cerca di scaricare le colpe su altri, ricordando che i social amplificano ogni azione, nel bene e nel male. E che in casi come questo, la viralità può trasformarsi in una minaccia concreta.

> “Come è possibile ignorare gli effetti moltiplicatori dei social network? – si chiedono i responsabili del Parco – Come si può fingere di non sapere che la situazione può sfuggire di mano, attirando malintenzionati o persone del tutto impreparate ad avvicinare la fauna?”

Nel concludere la nota, il Parco lancia un messaggio chiaro: basta egoismi, basta antropocentrismo. Serve rispetto, consapevolezza e una cultura della natura che non si limiti alla condivisione di belle immagini, ma si traduca in azioni concrete e responsabili.

“I lupi non parlano, non possono raccontare il disturbo che subiscono. Ma noi sì. E continueremo a farlo, ogni volta che sarà necessario.”

📸 Foto: Lupo appenninico nell’area faunistica di Civitella Alfedena
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