La Ciociaria a ritmo di pedale: il viaggio di Pietro Franzese tra borghi, memoria e accoglienza.

Un itinerario di tre giorni, insieme a Come in Ciociaria, per promuovere la mobilità lenta, racchiuso tra la porta del nord, Paliano, e la porta del sud, di San Vittore del Lazio.

Un territorio non si attraversa soltanto: si ascolta, si vive e si respira con lentezza. È con questo spirito che abbiamo accolto Pietro Franzese, figura di eccellenza nel panorama del cicloturismo e del bikepacking, per un viaggio di tre giorni, lontano dal turismo di massa e immerso nel cuore vero delle comunità, dedicato alla scoperta autentica della nostra terra, che, per dirla con le sue stesse parole, ha “tanto da offrire”. Il viaggio di Pietro Franzese insieme a Come in Ciociaria. I ragazzi del progetto Come in Ciociaria, che lavorano instancabilmente per strutturare e offrire itinerari pronti per accogliere i turisti che scelgono il cicloturismo, hanno accompagnato Pietro in un percorso che ha abbracciato idealmente e fisicamente l’intera destinazione, snodandosi in un dialogo perfetto tra la porta del nord, Paliano, e la porta del sud, San Vittore. Diario di bordo: primo giorno in Ciociaria. L’avventura di Pietro ha preso vita a Ferentino, un borgo fiero e più antico di Roma, protetto da millenni dalle sue gigantesche mura ciclopiche, quell’hernica saxa che custodisce le nostre radici più profonde. Da lì, le ruote hanno accarezzato la natura incontaminata del Lago di Canterno, tra cavalli allo stato brado e intatte tradizioni rurali, per poi raggiungere Fiuggi e la sua preziosa rete di bike hotel. La prima giornata si è arricchita con una sosta a Collepardo, al cospetto della maestosa Certosa di Trisulti, per concludersi con lo sguardo attento ai vicoli e ai tesori di Veroli. Diario di bordo: secondo giorno in Ciociaria. Il secondo giorno è stato un respiro a pieni polmoni nella storia e nei sapori locali. La giornata si è aperta a Veroli, percorrendo i gradini della rarissima Scala Santa (una delle sole tre al mondo a concedere l’indulgenza plenaria). Il viaggio ha attraversato Pofi e Ripi fino a giungere nella valle di Amaseno, dove l’itinerario di Pietro ha celebrato la nostra vocazione agricola con una gustosa sosta a base di bresaola di bufala e prodotti tipici. Subito dopo, la salita verso Castro dei Volsci, il “Balcone della Ciociaria”, ha offerto un momento di altissimo raccoglimento dinanzi alla Mamma Ciociara. È stata una sosta preziosa per onorare la memoria bellica delle nostre valli, tributando il giusto rispetto a chi ha vissuto il dolore della storia. Dopo un passaggio a Ceprano, l’itinerario è proseguito verso le ricchezze culturali di Arpino, la magnifica patria di Cicerone impreziosita dall’arco a sesto acuto. La giornata si è conclusa a Isola del Liri, con il gruppo cullato dal suono della maestosa cascata di 27 metri nel cuore del centro storico e affascinato dalle architetture della Cartiera Lefebvre. Diario di bordo: terzo giorno in Ciociaria. La terza e ultima tappa, partita da Sora, si è immersa nella quiete limpida della Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno, salendo poi verso Picinisco, dove il gruppo di cicloturisti è stato accolto per un pasto tipico a Casa Lawrence, dimora che un tempo ispirò lo scrittore per il suo romanzo “La ragazza perduta”. Il cammino è poi ripreso scendendo nella valle, pronti per la salita verso Montecassino: una vera perla che non ha bisogno di presentazioni. L’Abbazia si erge da quasi 1500 anni sul paesaggio come emblema assoluto di resilienza e rinascita, un faro della cultura europea e della nostra memoria bellica che continua a testimoniare al mondo la forza incrollabile della nostra gente. Il viaggio di Pietro si è infine chiuso nella Valle del Liri, ai piedi del gruppo montuoso dominato dal Monte Cairo, dove sorge l’antica città di Aquinum. Questa area archeologica è una perla incastonata lungo l’antica Via Latina, che ci restituisce ancora oggi l’archeologia viva e millenaria di Aquino. Al termine del suo viaggio, le parole di Pietro Franzese hanno restituito esattamente il senso del nostro lavoro: «Ho trovato un territorio da scoprire ed esplorare, poco conosciuto e lontano dal turismo di massa. Per chi viaggia in bicicletta ha davvero tanto da offrire: strade secondarie, silenziose e immerse nel verde» – ha dichiarato il creator. «Se dovessi definire la Ciociaria con tre aggettivi direi che è sincera, tranquilla e silenziosa. L’invito è di venire a visitarla: i percorsi ci sono, bisogna solo mettersi in sella». Oltre a queste bellissime conferme, Pietro ci ha lasciato anche uno spunto costruttivo: la necessità di implementare parcheggi sicuri per le biciclette fuori dai locali, affinché ogni viaggiatore possa godersi un pasto o una sosta in totale serenità. Tre giorni sono stati davvero troppo pochi per apprezzare tutte le piccole meraviglie nascoste in ogni angolo della Ciociaria. Pietro, però, ci ha fatto una promessa: tornerà per esplorare ancora e dedicare a questo territorio tutta l’attenzione che merita. Noi di Come in Ciociaria saremo qui, con la cura e l’energia di sempre, pronti ad aprirgli nuovamente la porta di casa. Perché la Ciociaria è una terra tutta da scoprire!

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