Sulla bonifica dei siti inquinati, per l’ennesima volta, anziché cambiare passo il Governo cambia le scadenze: sul SIN Bacino del Fiume Sacco è stato infatti siglato un nuovo atto integrativo tra Ministero dell’ambiente e Regione Lazio che cancella il termine in cui completare gli interventi. Questo atto certifica quindi l’incapacità di rispettare l’Accordo di Programma esistente per evidenti ritardi che non sono mai stati giustificati, incapacità a fiema del centrodestra visto che hanno la maggioranza in Regione Lazio e al Governo.
Il nuovo atto sostituisce integralmente anche l’allegato tecnico del 2021, aggiornando stato di avanzamento, costi e cronoprogrammi. Ma dal provvedimento non emergono nuovi impegni finanziari a carico del bilancio regionale, mentre il valore complessivo richiamato resta pari a 53,6 milioni di euro. Per questo è indispensabile chiarire come siano state impiegate finora le risorse, quali somme siano già state spese, quali risultino ancora disponibili e quali interventi abbiano subito le maggiori criticità.
Per queste ragioni ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica per chiedere un quadro dettagliato, sito per sito, sui ritardi, sulle risorse impegnate e liquidate, sulle cause degli slittamenti e sui tempi effettivi di conclusione degli interventi.
La Valle del Sacco aspetta da troppo tempo bonifiche vere, controlli costanti e risposte chiare. Su salute pubblica, tutela ambientale e uso delle risorse pubbliche non sono più accettabili opacità né rinvii indefiniti.
