Domani mattina, alle ore 10:00, il sindaco Massimiliano Quadrini scoprirà la targa di via Portone Rosso, una nuova denominazione stradale che restituisce alla memoria collettiva un frammento importante della storia locale. La strada collega via Roma a via Granciara, un tratto oggi centrale che un tempo apparteneva a un’estesa proprietà nobiliare.
Il “Portone Rosso”, noto anche in dialetto come “i glie pertone ruscie”, era l’ingresso monumentale alle vaste terre delle famiglie Festa – Campanella, originarie di Napoli. Varcando quel portone, ci si inoltrava in una tenuta che si estendeva dalla Cartiera di Cerasoli fino alla contrada Manera e alle rive del fiume Liri. Oggi quell’area è occupata dal quartiere Pirandello, uno dei più popolosi della città.
Nel dopoguerra, tra espropri per opere pubbliche, edilizia popolare e frammentazioni, i terreni vennero progressivamente venduti. L’ultimo atto rilevante fu la costruzione di una villa lungo la statale da parte della famiglia del dottor Rea: proprio lì dove sorge oggi il cancello della villa, si trovava il celebre Portone Rosso.
A custodirlo, per molti anni, fu Raffaele Trombetta. Quel nome, per chi racconta questa storia, è molto più che una nota a piè di pagina: è il nonno. Alla demolizione del portone, Raffaele chiese e ottenne di conservare la chiave che aveva usato per anni. Un simbolo di fedeltà e di memoria, oggi più che mai significativo.
A riportare alla luce questa vicenda e a trasformarla in toponomastica è stato l’avvocato Lucio Marziale, all’epoca presidente della Commissione Toponomastica. Dopo aver ascoltato il racconto, ne fu colpito al punto da farsene promotore in sede istituzionale. Con il supporto dell’attuale assessore Stefano Vitale, l’iter si è concluso con successo.
Un ultimo omaggio va a Vincenzo Quadrini, padre dell’attuale sindaco, recentemente scomparso. Fu proprio lui, anni fa, a inaugurare la bretella viaria che oggi assume ufficialmente il nome di via Portone Rosso.
Un nome, una strada, una storia. Perché la memoria di una città si scrive anche attraverso i luoghi.+
Foto Penna e Spada
