Isola del Liri – Quadrini verso Fratelli d’Italia: salto politico ad altissimo rischio tra promesse, dubbi e giochi di potere

MASSIMILIANO QUADRINI ISOLA

DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
Il conto alla rovescia è iniziato. L’ingresso di Massimiliano Quadrini in Fratelli d’Italia viene descritto come imminente, quasi inevitabile. Ma dietro quello che qualcuno definisce un passaggio “trionfale”, si nasconde un clima tutt’altro che sereno: dubbi, perplessità e timori serpeggiano anche tra i suoi più fedeli sostenitori.
Il sindaco di Isola del Liri si prepara a un vero e proprio salto mortale, un triplo carpiato politico senza rete di protezione. E, per usare una metafora che circola nei corridoi della politica locale, “senza neppure l’acqua in piscina”.
Dieci anni di potere e relazioni nel centrosinistra
Quadrini arriva da una lunga stagione di potere costruita all’interno del Partito Democratico. Durante i dieci anni di governo regionale targati Nicola Zingaretti, il suo peso politico è cresciuto costantemente.
Tra incarichi, relazioni e posizionamenti strategici, il sindaco ha potuto garantire ai suoi fedelissimi ruoli e spazi: dalle consulenze in Lazio Crea fino al controllo del distretto sanitario di Sora.
Non solo. In Provincia, grazie anche al sostegno determinante di Francesco De Angelis, Quadrini ha ricoperto ruoli chiave: delegato ai lavori pubblici, alle strade, capogruppo e vicepresidente. Un sistema costruito nel tempo, alimentato dai voti portati a figure come Buschini, Battisti e dalle tessere per Leodori.
Il cambio di scenario con Rocca e l’asse con Righini
Con l’arrivo di Francesco Rocca alla guida della Regione Lazio, quello schema sembrava essersi definitivamente dissolto. Fine dei giochi, almeno apparentemente.
Poi, però, è entrato in scena Giancarlo Righini. L’assessore, arrivato da Velletri, avrebbe riaperto i giochi, distribuendo nuovi incarichi e ricreando spazi politici per Quadrini e il suo entourage.
Ma attenzione: secondo indiscrezioni sempre più insistenti, l’interesse di Righini per Quadrini sarebbe limitato. Molto limitato.
Il vero obiettivo: le regionali e il “caso Biordi”
Dietro l’operazione, infatti, si intravede una strategia più ampia. L’obiettivo reale potrebbe essere quello di consolidare consenso attorno a Lorella Biordi, determinata a ottenere una candidatura alle prossime elezioni regionali.
Un’ambizione legittima, che – secondo rumors politici – troverebbe sponde favorevoli anche in ambienti vicini a Daniele Maura e, forse, ad Alessia Savo.
In questo quadro, Quadrini diventerebbe una pedina utile per rafforzare equilibri e pacchetti di voti.
I timori del “cerchio magico”
Ed è proprio qui che nascono le preoccupazioni. Il cerchio ristretto del sindaco teme una possibile “fregatura politica”, simile a quella che avrebbe coinvolto in passato Antonello Iannarilli, a cui sarebbe stata promessa la presidenza di Lazio Crea in cambio di sostegno elettorale mai realmente concretizzatosi.
Un precedente che pesa come un macigno nelle valutazioni interne.
La vera contropartita
Nonostante le voci su una possibile candidatura alla presidenza della Provincia, ritenuta da molti poco credibile, la vera posta in gioco sarebbe un’altra:  la candidatura alle prossime elezioni regionali, in ticket proprio con Lorella Biordi.
È questa la moneta di scambio che renderebbe l’operazione politicamente sostenibile per Quadrini.
Una scommessa tutta da giocare
Il dado, ormai, sembra tratto. Quadrini rassicura i suoi e tira dritto. Ma il passaggio resta ad altissimo rischio: tra ambizioni personali, equilibri di partito e promesse da mantenere, il margine di errore è minimo.
E mentre la politica locale osserva con attenzione, una domanda resta sospesa: sarà davvero “l’azione giusta”… o l’inizio di un salto nel vuoto?

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