Il decesso allo Spallanzani di Roma. Il contagio sarebbe avvenuto a Baia Domizia, in provincia di Caserta.
Un uomo di 77 anni, residente a Isola del Liri, è deceduto questa mattina all’ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma in seguito a complicanze legate al virus West Nile. È la seconda vittima nel Lazio dall’inizio della stagione estiva.
L’uomo, conosciuto nella sua comunità per la sua attività imprenditoriale, era stato ricoverato il 26 luglio con febbre elevata, lieve insufficienza respiratoria e stato di coscienza rallentato. Le sue condizioni, già compromesse da una preesistente insufficienza renale cronica e da un trapianto di cuore effettuato nel 2014, sono peggiorate rapidamente, nonostante le cure intensive.
Secondo le valutazioni cliniche, il contagio sarebbe avvenuto a Baia Domizia, località del Casertano dove il paziente aveva recentemente soggiornato.
Il virus West Nile è trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, che fungono da vettori dopo essersi nutrite del sangue di uccelli selvatici. Nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica; tuttavia, nei soggetti fragili può provocare complicanze neurologiche gravi, come encefalite o meningoencefalite.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, meno dell’1% delle persone infette sviluppa sintomi gravi. Il virus non si trasmette da persona a persona.
A seguito dei casi segnalati nel Lazio e in altre regioni italiane, le autorità sanitarie hanno intensificato le attività di monitoraggio ambientale, disinfestazioni mirate e campagne di informazione rivolte alla popolazione. Tra le principali misure raccomandate:
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Eliminare raccolte di acqua stagnante, dove le zanzare possono proliferare.
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Trattare pozzetti e tombini con larvicidi.
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Installare e mantenere zanzariere su porte e finestre.
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Usare repellenti per insetti soprattutto nelle ore serali.
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Segnalare la presenza di uccelli morti alle autorità competenti.
Le autorità invitano inoltre i cittadini a rivolgersi tempestivamente al proprio medico in caso di sintomi sospetti come febbre, mal di testa, nausea o alterazioni dello stato neurologico.
La situazione è costantemente monitorata dai servizi sanitari regionali e nazionali, in vista di un’estate che – complici le alte temperature – continua a favorire la circolazione del virus.
