L’assessore ha sostenuto che nel 2020 il costo del servizio sarebbe diminuito rispetto al passato. Al contrario da pag. 12 della relazione al PEF (Piano Economico Finanziario) – Paragrafo 5.2, si evince che il costo del servizio è aumentato, ciò che è diminuito è il costo che l’Ente può trasferire sulla collettività mediante gli avvisi di pagamento.
Nello specifico:
– la tariffa complessiva ammonta ad € 1.825.000 (ed equivale al costo del servizio);- la tariffa complessiva riconosciuta ammonta ad € 1.755.600 (ed equivale al costo trasferito sulla collettività);- il delta di costi non riconosciuto ammonta ad € 69.900 (questi costi non possono confluire nella determinazione delle tariffe, ma graveranno sul bilancio generale dell’Ente).
Il dato politico è che questa Amministrazione, in ambito gestione e raccolta rifiuti, continua a dimostrarsi fallimentare, basti pensare che nel 2014 il costo del servizio ammontava ad € 1.480.000 …. oggi quel servizio costa alla cittadinanza € 1.825.000 (+ 23,31%), mentre l’obiettivo della raccolta differenziata era esattamente quello di garantire, al contempo, un servizio più rispettoso dell’ambiente e ridurre il costo gravante sulla collettività.
Un’ulteriore considerazione in merito alla proposta deliberativa che ha approvato il PEF, che allego alla presente, riguarda i tempi di restituzione della somma in eccedenza versata dai contribuenti.
Nello specifico, poichè l’Ufficio ha emesso gli avvisi di pagamento TARI garantendosi un gettito superiore ad € 1.755.600,00, dovrà rimborsare le somme versate in più dai cittadini.
Una scelta del genere è lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini e delle imprese, che mai come oggi, dovrebbero beneficiare di risparmi di imposte e tasse, mentre, in questo caso, è stato chiesto loro di versare di più, salvo poi vedersi restituite le somme in tre anni!!!
