Ad Isola del Liri, da alcuni giorni, molti residenti di via Lungo Fibreno esprimono lamentele per un rincaro del canone attuato dal Consorzio di Bonifica Conca di Sora ed un disservizio riguardante il mancato utilizzo dell’acqua con conseguente difficoltà a coltivare i vari ortaggi piantati nei terreni di loro proprietà.《Pochi giorni fa – dichiara uno dei residenti – sono arrivati gli avvisi di pagamento del Consorzio di Bonifica Conca di Sora. Abbiamo notato purtroppo che la tariffa è raddoppiata in quanto è spuntata una nuova voce e cioè quella “fabbricati nel comune di Isola del Liri”. – Aggiunge poi – Nella nota informativa c’è scritto che tutti i proprietari di terreni e fabbricati sono tenuti a pagare “un contributo annuo” per permettere al Consorzio di svolgere attività di difesa idraulica e tutela ambientale del territorio nonché di distribuzione dell’acqua per usi irrigui. Crediamo quindi che questa inapiegabile seconda voce, che ha raddoppiato l’importo del contributo, sia una somma non dovuta perché i terreni non sono seconde proprietà che usiamo per coltivare la terra ma bensì parte integrante della stessa proprietà e soggetta quindi ad un solo contributo perché, RIBADIAMO, terreno e fabbricato (casa) sono sulla stessa proprietà》. Ma la protesta non finisce qui; un altro residente aggiunge: 《Non solo riteniamo di stare a pagare due volte lo stesso contributo consortile ma addirittura ci sono famiglie che non possono neppure irrigare i campi in quanto, il tubo che permette l’ingresso dell’acqua nel canale adiacente le abitazioni, è otturato da anni. Dopo aver contattato ed esposto più volte la problematica al Consorzio di Bonifica Conca di Sora, l’ingegner Caldarone riferiva che i lavori di ripristino del servizio spetta al Comune e non al Consorzio. Come ci dobbiamo comportare ora, dobbiamo saltellare come pedine qua e là nel gioco dello scarica barile?》È doveroso ricordare che l’irrigazione è un’operazione necessaria per la corretta gestione del proprio orto familiare. L’acqua è un elemento fondamentale per la vita e per lo sviluppo delle piante; essa costituisce oltre il 75% in peso delle piante erbacee. Quando l’acqua viene a mancare, le piante entrano in uno stato di sofferenza che porta ad una riduzione della produzione e della qualità dei frutti ed infine alla morte per disseccamento. L’assessore ai lavori pubblici Francesco Romano, contattato telefonicamente, non ha fatto pervenire alcuna risposta in merito. La speranza è che queste problematiche vengano risolte nel breve tempo possibile.
Luca Reale
