Isola del Liri, Destra a pezzi: D’Amore e Righini tagliati fuori dal loro stesso partito

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DI AUGUSTO D’AMBROGIO – A Isola Liri si parla di “Fare Città”, ma a quanto pare qualcuno sta pensando più a fare fuori che a fare squadra. L’incontro organizzato dal circolo locale di Fratelli d’Italia e guidato da Luca Fiorletta, giovane volto emergente della destra, sta facendo discutere non per i contenuti, ma per le assenze — e che assenze.
Nella locandina ufficiale, infatti, non compaiono i saluti istituzionali di Stefano D’Amore, Presidente del Consiglio comunale e recordman di preferenze, né quelli di Giancarlo Righini, figura centrale nel partito e regista delle trattative che, negli ultimi mesi, hanno portato nuovi equilibri nella città delle cascate.
Una “dimenticanza” difficile da credere, che sa più di scelta politica che di svista organizzativa. Perché se un partito esclude chi ne rappresenta l’anima e la storia recente, allora significa che la casa della destra isolana ha più di qualche crepa nelle fondamenta.
D’Amore, con il suo consenso personale, rappresenta oggi un peso politico che molti fingono di non vedere, forse perché fa ombra a chi ambisce a ruoli più grandi di sé. Righini, invece, è l’emblema di una linea politica che ha garantito compattezza e credibilità, ma che qualcuno sembra voler archiviare in fretta per fare spazio a un nuovo protagonismo locale.
Il risultato? Un evento che nasce per parlare di “idee in movimento”, ma che finisce per essere il simbolo di una destra ferma, divisa e piena di rancori sottotraccia.
E mentre si cerca di dare lezioni di “fare città”, resta il sospetto che a Isola Liri ci sia chi preferisce fare cerchio — piccolo, chiuso e autoreferenziale — invece di aprire porte e costruire futuro.
La politica, si sa, è fatta anche di esclusioni. Ma quando l’esclusione riguarda due figure come D’Amore e Righini, non si tratta più di tattica: è miopia politica. E la miopia, in politica come nella vita, fa perdere di vista l’essenziale: la credibilità.
Da fonte Penna e Spada

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