Una nuova guerra rischia di infiammare il cuore dell’Asia e destabilizzare l’intero equilibrio globale. Dopo settimane di crescente tensione, India e Pakistan – due potenze nucleari storicamente rivali – hanno superato la soglia del confronto armato. La notte del 6 maggio, poco prima della mezzanotte italiana, l’India ha lanciato un’operazione militare nel Kashmir controllato dal Pakistan, colpendo obiettivi strategici con missili ad alta precisione. Islamabad ha definito l’azione «un atto di guerra» e ha promesso una risposta «proporzionata e decisa».
La dinamica dell’attacco
Secondo il portavoce dell’esercito indiano, i raid hanno preso di mira «nove campi terroristici» legati ai gruppi responsabili dell’attentato del 22 aprile a Pahalgam, nel Kashmir indiano, dove sono morti 26 civili, tra cui numerosi turisti. L’India accusa il Pakistan di proteggere e sostenere questi gruppi.
Fonti militari pakistane denunciano che tra le vittime dei raid figurano almeno 26 civili e oltre 40 feriti. Alcuni attacchi avrebbero colpito anche edifici religiosi e abitazioni nella zona di Muzaffarabad. In risposta, il Pakistan avrebbe abbattuto diversi jet militari indiani e avviato bombardamenti lungo la Linea di Controllo (LoC), che divide il Kashmir conteso.
Le reazioni internazionali
Gli Stati Uniti, per bocca del Segretario di Stato Marco Rubio, hanno lanciato un appello urgente ai due Paesi affinché interrompano immediatamente le operazioni militari. Rubio ha chiesto che India e Pakistan «riaprano un canale di dialogo per disinnescare la crisi» e ha avuto contatti diretti con i ministri degli Esteri di entrambi i governi.
Anche le Nazioni Unite si sono espresse con fermezza. Il portavoce del Segretario Generale António Guterres ha avvertito che «il mondo non può permettersi uno scontro tra potenze nucleari» e ha sollecitato entrambe le parti alla moderazione.
La Cina, stretta alleata del Pakistan e potenza confinante, ha espresso «rammarico per l’azione militare dell’India» e ha invitato entrambe le nazioni a fermarsi «prima che la situazione degeneri ulteriormente». Pechino ha sottolineato che India e Pakistan, pur essendo rivali, «sono vicini che non possono essere separati, e sono anche vicini della Cina».
Un conflitto radicato nella storia
Il Kashmir è da oltre 75 anni epicentro delle tensioni indo-pakistane. Fin dalla Partizione del 1947, il territorio è stato rivendicato da entrambi i Paesi e ha provocato due guerre e numerosi conflitti minori. L’ultimo cessate il fuoco, siglato nel 2003 e rinnovato nel 2021, sembra ormai crollato di fronte all’attuale escalation.
Un futuro incerto
Con entrambi gli eserciti in stato di massima allerta, l’uso di artiglieria lungo la frontiera e il coinvolgimento diretto di jet militari, il timore di un conflitto su larga scala – e persino di un’escalation nucleare – è concreto. La comunità internazionale, già alle prese con altre crisi globali, guarda con apprensione a questa nuova miccia accesa in una delle regioni più militarizzate del pianeta.
