Incendio Atene, è un inferno: almeno 60 morti. Turisti e cittadini in fuga

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L’inferno piomba in 24 ore sulle vacanze in Grecia. E’ strage nelle grandi pinete attorno ad Atene: sono una sessantina finora i morti accertati negli incendi che stanno devastando l’Attica da est a ovest, i più gravi da 11 anni a questa a parte. Il bilancio è ancora provvisorio, mentre il fuoco continua ad avanzare senza che i pompieri riescano a domarlo. Il maggior numero di vittime nei pressi della località balneare di Mati, a 40 chilometri dalla capitale, dove un gruppo di 26 persone carbonizzate è stato scoperto martedì mattina nel cortile di una villa. «Mati non esiste più, nemmeno come insediamento – dichiara una testimone -, ho visto cadaveri, auto e case bruciate, sono fortunata ad essere ancora viva». La Guardia costiera greca ha trovato anche alcuni corpi di donne e bambini abbracciati gli uni agli altri, vicino a un ristorante molto frequentato della spiaggia di Argyri: migliaia di cittadini e turisti sono scappati infatti verso la costa per essere evacuati da navi della Marina, yacht e barche da pesca. Cinque persone, che si erano gettate in acqua per scampare alle fiamme che le avevano circondate, sono state salvate da un traghetto; mentre altre cinque – tre donne, un bimbo e un uomo – sono state recuperate ormai cadaveri al largo di Rafina. Altre risultano disperse: si teme che, nella fuga disperata, si siano tuffate in mare e siano morte annegate.«Siamo al sicuro in hotel ad Atene» aveva scritto su Facebook Michele D’Ambrosio, ex sindaco di Santeramo, in vacanza con altri italiani nel luogo della sciagura e rientrato oggi a Bari con un volo. «Il fumo ha oscurato il sole, sembrava una tempesta di sabbia – racconta al Corriere -. Abbiamo capito subito che non si trattava di un evento naturale». Il governo ellenico ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto aiuto ai partner europei: Spagna e Cipro i primi rispondere all’appello. Roma fa la sua parte: «Profondamente scossi per la morte di tante persone – twitta il premier Giuseppe Conte -, l’Italia si stringe attorno alla popolazione greca e si è già attivata mettendo a disposizione due canadair». Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha rotto il silenzio social in cui si era chiuso dopo il caso Benalla, annunciando l’invio di altri aiuti da Parigi. Perfino la Turchia tende la mano, nonostante le ruggini tra i due paesi. «Una tragedia» scrive in un telegramma di cordoglio Papa Francesco. Intanto l’unità di crisi della Farnesina è al lavoro per verificare l’eventuale coinvolgimento di connazionali. Il ministero degli Esteri ha attivato un numero di emergenza: +390636225. «Non possiamo escludere nulla – riferisce il nostro ambasciatore in Grecia, Efisio Luigi Marra -, abbiamo visto scene raccapriccianti».Gli incendi evolvono «in aree popolate» comunicano i vigili del fuoco, che – tra aerei, elicotteri e mezzi di terra – hanno già in messo in campo tutte le loro forze per arginare il disastro. Le tv locali hanno mostrato i residenti in fuga in auto, mentre molti villaggi turistici della zona sono stati completamente evacuati. Il primo focolaio è scoppiato lunedì mattina, in un bosco del Monte Gerania, proseguendo poi per tutto il giorno e la notte su diversi fronti fino al mare, lungo l’autostrada per il Canale di Corinto e il Peloponneso. Il primo ministro Alexis Tsipras ha dichiarato tre giorni di lutto: «Nulla resterà senza risposta» ha assicurato parlando alla nazione, convinto dell’origine dolosa dei roghi, visto che sono divampati contemporaneamente e in maniera asimmetrica in luoghi diversi e distanti tra loro. Ad alimentarli hanno contribuito poi i forti venti, che soffiano con raffiche a oltre 60 km/h; e il gran caldo, con le temperature arrivate a 40 gradi. Possibile che i piromani siano entrati in azione per saccheggiare le case abbandonate dai villeggianti o per facilitare la speculazione edilizia.

Fonte Cor. Sera foto web

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