Il sindaco finisce in cassa integrazione: ora lavora di notte come panettiere

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A Meduna di Livenza, piccolo centro di tremila abitanti in provincia di Treviso, il sindaco Arnaldo Pitton ha scelto di affrontare la crisi con le mani in pasta. Letteralmente. Da ieri, racconta il Corriere della Sera, la sua sveglia suona alle tre di notte: raggiunge il forno del paese, indossa il grembiule e comincia a impastare pane, pizze e grissini. Terminato il turno verso mezzogiorno, si cambia e raggiunge il municipio per occuparsi delle pratiche amministrative.

Pitton, 57 anni, è al secondo mandato da primo cittadino. Fino a pochi mesi fa lavorava come responsabile delle manutenzioni in un’azienda trevigiana, ma la crisi lo ha costretto alla cassa integrazione. «Pensavo fosse una soluzione temporanea – ha raccontato al Corriere – invece ho scoperto che i contributi non venivano versati. A un anno dalla pensione non potevo rischiare». Dopo il confronto con i sindacati, le dimissioni sono apparse l’unica strada percorribile.

Se la situazione economica lo ha spinto a lasciare l’azienda, la burocrazia ha reso tutto più difficile. Con un’indennità da sindaco che si aggira attorno agli 8.000 euro lordi l’anno, poco più di 500 euro al mese, non ha avuto diritto alla disoccupazione. «Quando è arrivata la risposta dell’Inps sono rimasto senza parole – ha confidato – mi sono chiesto: e adesso, che faccio?».

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la svolta è arrivata da una proposta di Michele Berti, titolare dello storico panificio del paese: lavorare al forno. «Ho accettato senza pensarci – spiega Pitton – alle tre del mattino mi hanno consegnato l’armadietto, gli attrezzi e ho iniziato ad impastare. Sono talmente orgoglioso che ho fatto un video dei miei primi grissini e l’ho messo sui social con la scritta “boss in incognito”».

Per il sindaco-panettiere questa esperienza non è solo un modo per arrivare alla pensione, ma anche un messaggio ai suoi concittadini. «Prima di dare buoni consigli bisogna dare buoni esempi – ha ribadito al Corriere – e io voglio dimostrare che non è mai troppo tardi per imparare un mestiere nuovo. Ci si può reinventare a ogni età».

Ora Pitton divide le giornate tra il forno e il municipio. La fatica è tanta, ma la soddisfazione di più: «Il lavoro è sempre dignità, qualunque esso sia. E questo è il messaggio che vorrei arrivasse ai giovani».

Foto e fonte il Corriere della Sera

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