Di Antonio Cristian Tanzilli. Per la valorizzazione dei Santi.
Ogni anno, il 1° e 2 agosto, milioni di fedeli si recano ad Assisi, spiritualmente o fisicamente, per ricevere l’indulgenza plenaria del “Perdono di Assisi”, una delle grazie più straordinarie volute da San Francesco.
Le origini
La tradizione racconta che nella notte tra il 1° e il 2 agosto del 1216, San Francesco d’Assisi, mentre era in preghiera nella Porziuncola (una piccola cappella situata all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli), ebbe una visione di Gesù e della Vergine Maria, circondati da angeli. Il Signore gli chiese cosa desiderasse per la salvezza delle anime, e Francesco rispose:
“Ti chiedo, Signore, che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno in questo luogo possano ottenere un ampio e generoso perdono, con completa remissione di tutte le colpe e pene.”
Gesù acconsentì alla richiesta del Santo, ma gli chiese di recarsi dal Papa per ottenere l’approvazione ufficiale.
San Francesco si recò da Papa Onorio III, che, nonostante l’eccezionalità della richiesta (l’indulgenza era concessa solo con pellegrinaggi lunghi e sacrifici), concesse il “Perdono” per un solo giorno all’anno, il 2 agosto. Successivamente, la Chiesa ne ha esteso la durata dal mezzogiorno del 1° agosto fino alla mezzanotte del 2 agosto.
Che cos’è l’indulgenza plenaria?
L’indulgenza plenaria è la remissione di tutte le pene temporali dovute ai peccati già confessati e assolti, una grazia straordinaria che ci libera completamente dalle conseguenze del peccato.
Le condizioni per riceverla
Il Perdono di Assisi si può ottenere:
visitando una chiesa francescana, la propria parrocchia o la Porziuncola (ad Assisi)
confessandosi nei giorni vicini
partecipando alla Messa e ricevendo la Comunione
pregando secondo le intenzioni del Papa
recitando il Credo e il Padre Nostro
avendo un cuore distaccato da ogni peccato, anche veniale
L’indulgenza può essere richiesta una sola volta al giorno e può essere offerta per sé stessi o per un defunto.
Un messaggio attuale
Il Perdono di Assisi non è solo una pratica devozionale, ma un invito a riscoprire la misericordia di Dio, il valore del pentimento sincero e della riconciliazione. San Francesco ci ricorda che la salvezza è un dono gratuito, che Dio concede a chi si affida a Lui con cuore umile.
“Voglio mandarvi tutti in Paradiso!” disse Francesco.
Ed è questo il cuore del Perdono di Assisi: l’amore che libera, guarisce e salva.
