di Augusto D’Ambrogio
Il Partito Democratico avvia ufficialmente la fase congressuale in provincia di Frosinone. A sancire l’inizio del percorso è stata la determinazione del deputato Federico Gianassi, nominato commissario ad acta per il tesseramento della Federazione Provinciale. L’atto firmato nei giorni scorsi ha sbloccato una fase rimasta in stallo per mesi e apre ora una stagione politica cruciale per il futuro della direzione locale del partito.
Le tappe del congresso
La procedura delineata da Gianassi prevede, innanzitutto, la definizione dell’anagrafe degli iscritti 2024. Parallelamente, verrà aperta una finestra straordinaria di tesseramento per il 2025, finalizzata alla partecipazione al congresso con pieno diritto di voto. Le votazioni si svolgeranno fisicamente, dal 5 al 20 luglio, in otto sedi territoriali selezionate dal commissario.
Entro il 31 luglio, gli iscritti del 2024 dovranno rinnovare la propria adesione, secondo le modalità stabilite dai singoli circoli e coordinate dagli uffici competenti. I primi giorni di agosto saranno dedicati alla compilazione dell’anagrafe definitiva degli aventi diritto al voto, che verrà trasmessa ai circoli entro l’8 agosto. Successivamente, saranno ufficializzate le candidature alla carica di segretario provinciale.
Il congresso vero e proprio si svolgerà tra l’1 e il 21 settembre: prima il voto nei circoli per l’elezione dei delegati, poi l’assemblea provinciale che sancirà la scelta del nuovo segretario.
Due candidati per la guida del partito provinciale
Lo schema politico resta sostanzialmente invariato rispetto alle dinamiche emerse negli ultimi anni. Da un lato, Aria Dem di Francesco De Angelis e Parte da noi di Danilo Grossi appoggeranno la candidatura di Achille Migliorelli. Dall’altro, Rete Democratica guidata da Sara Battisti e Energia Popolare di Antonio Pompeo sosterranno Luca Fantini, attuale segretario uscente.
Proprio le componenti di Battisti e Pompeo si sono riunite nei giorni scorsi, tentando una difficile mediazione con le altre aree del partito. “Abbiamo provato ad attivare un percorso unitario – hanno dichiarato – ma non è stato possibile realizzarlo. Non per responsabilità nostra: un matrimonio si fa in due”. E ancora: “Mai come ora il Partito Democratico ha bisogno di costruire ponti, non di contare i numeri. Le sfide elettorali e politiche che ci attendono impongono unità e visione condivisa”.
Una prova di maturità per il partito
Il congresso di settembre sarà dunque non solo un passaggio formale, ma anche un banco di prova per la capacità del PD di Frosinone di superare divisioni interne e ridefinire una linea politica comune. Un appuntamento che arriva in un momento cruciale, alla vigilia di importanti sfide amministrative e in un contesto nazionale in cui la coesione dei territori potrebbe fare la differenza.
