Il mare che unisce: Italia e Giappone all’Expo di Osaka tra diplomazia, commercio e sviluppo sostenibile

Marceglia, unità della Marina Militare italiana

Il mare, da sempre via di scambio, incontro e scoperta, torna oggi a essere protagonista nel rafforzamento dei legami tra le nazioni. L’Expo di Osaka rappresenta un’occasione concreta per ribadire il ruolo strategico dell’economia marittima nel rapporto tra Italia e Giappone, due Paesi legati da solidi scambi commerciali e da una comune visione sullo sviluppo sostenibile.

A testimoniarlo, in modo simbolico e concreto, è la presenza nel porto di Osaka della Marceglia, unità della Marina Militare italiana, in occasione dell’inaugurazione ufficiale dell’Esposizione. Una partecipazione che sottolinea l’importanza del mare come elemento di cooperazione internazionale.

Il prossimo 21 luglio, durante la settimana tematica dedicata al mare, il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, interverrà a un meeting organizzato presso il Padiglione Italia. Due giorni dopo, il 23 luglio, sarà la volta di un evento dedicato alla Protezione Civile italiana, a conferma del ruolo che il nostro Paese intende giocare anche sul fronte della prevenzione e della gestione delle emergenze marittime.

L’Expo, dunque, non è solo una vetrina internazionale, ma un’opportunità per avvicinare ulteriormente due economie che già oggi trovano nel mare un canale privilegiato di interscambio. Secondo i dati del SRM – il centro studi di Intesa Sanpaolo – nel 2024 l’interscambio commerciale tra Italia e Giappone ha raggiunto i 12,6 miliardi di euro. Di questi, 8,2 miliardi sono rappresentati dall’export italiano, con una crescita del 2,5% rispetto al 2023, mentre l’import ammonta a 4,4 miliardi, in calo del 19%.

Ben il 53% di questo interscambio avviene via mare, per un valore complessivo di 6,7 miliardi di euro. L’Italia importa principalmente mezzi di trasporto, macchinari e metalli, per un totale di 3 miliardi di euro, mentre esporta alimentari e bevande, mezzi di trasporto e macchinari per 3,7 miliardi.

Numeri che raccontano un legame già forte, ma con ampi margini di crescita. E se il commercio è il motore, il mare è la rotta. Una rotta che l’Expo di Osaka aiuterà a tracciare ancora più chiaramente.

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