Il consumo di carne, oltre ad essere per molti moralmente discutibile, è responsabile del 12% delle emissioni di gas serra globali. Per questo da tempo si cercano soluzioni alternative all’allevamento di animali da macello: da quelle più innovative, come la sostituzione di carne animale con carne prodotta artificialmente, a quelle più “tradizionali” degli allevamenti non intensivi, impropriamente detti biologici, dove viene rispettato il ritmo fisiologico di crescita degli animali, che vengono nutriti con mangimi non trattati. Uno studio pubblicato su Nature Communications indaga l’impatto della produzione di carne sul clima, evidenziando che gli allevamenti non intensivi inquinano tanto quanto gli allevamenti tradizionali.IL PREZZO DEL BENESSERE. I motivi di questo sostanziale pareggio sono indirettamente legati all’aumento del benessere degli animali: le riduzioni nelle emissioni degli allevamenti bio, ottenute grazie al non utilizzo dei fertilizzanti nella produzione dei mangimi, vengono infatti compensate dall’aumento del rilascio di metano dovuto alla crescita più lenta degli animali e alla necessità di allevarne di più per ottenere lo stesso quantitativo di carne (poiché gli animali nutriti in questo modo producono meno carne).
foto e fonte focus.it
