Il candidato sindaco per le elezioni amministrative del prossimo anno a Gaeta Antonio Salone e l’ideatore del suo progetto politico “Transizione popolare per Gaeta” Luigi Zazzaro, replicano alle fake news del sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano la cui amministrazione comunale è la principale responsabile del degrado ambientale e dei rischi per il patrimonio naturalistico della città.
Come può un soggetto del genere – si chiedono i due esponenti di “Transizione popolare per Gaeta” – avere la libertà di parlare di sostenibilità ambientale quando la piccola Gaeta è in cima ai dati dell’Ispra sulla percentuale di suolo cittadino consumato dal cemento, e secondo i dati Arpa supera spesso le soglie di tolleranza di inquinamento da polveri sottili? Come può un soggetto del genere parlare di energia pulita se ha letteralmente devastato la vivibilità della nostra splendida cittadina in riva al golfo con una invasione di scarichi di auto e moto d’estate e di inverno, privandole dei parcheggi e costringendo migliaia e migliaia di motori a benzina, a diesel e a gas di rilasciare emissioni per ore mentre vagano in cerca di sosta? Con quale pudore può un soggetto del genere parlare di città green dopo aver permesso quell’enorme e mostruosa colata di cemento del centro commerciale, peraltro in violazione di numerose norme urbanistiche regionali e nazionali, nel delicato quartiere Piaja, dove peraltro già i suoi amici di Intergroup avevano messo a dura prova la salute dei cittadini con rilascio nell’aria di merci polverose.
Come si può inoltre mentire affermando che si sta tutelando l’ambiente parlando di Bandiera Blu quando si è permessa la totale privatizzazione di spiagge libere, con concessioni e mini concessionari che fanno gli abusivi, e nascondendo nel cassetto la durissima relazione geologica che mostra la pericolosità e la fragilità delle spiagge gaetane mai messe in sicurezza. Eppure ciò non dovrebbe sorprendere visto che l’ufficio urbanistica di Mitrano è coinvolto in una gravissima indagine per corruzione perché le licenze edilizie vengono rilasciate senza nemmeno il rispetto dei rischi idrogeologici legati alle frane e alle inondazioni che mettono in pericolo la vita delle persone.
Questo tizio è politicamente la vergogna di questa città: ma come si fa a dire che Gaeta è una città Green se per ben tre volte non si è voluto vedere il grido di allarme della Provincia di Latina che segnalava che il progetto del crematorio in località Sant’Angelo era pericoloso per via delle sue emissioni inquinanti nella nostra aria e nella nostra acqua, e Mitrano ha addirittura chiuso, senza prendere in considerazione questo parere, la conferenza dei servizi, pur di affidare a qualche privato il business dei morti. Ma vi rendete conto delle bugie e del fatto che nessuno gliene renda conto: ma qualcuno vuole fargli qualche domanda su questi argomenti?
Ha fatto scempio di alberi secolari della nostra città, ha distrutto un campo da tennis per fare sport in riva al Golfo per farci un parcheggio e stava per fare un altro parcheggio devastando addirittura un’area del nostro parco protetto su a Monte Orlando, e pensare che è stato pure commissario del Parco? Ma come si può affidare a uno del genere un ente parco e soprattutto come si può dare in mano a uno così una città che sembra vivere molto prima del discorso di Kennedy del 1968.
Parla di acqua e rifiuti? Mitrano? E’ come se Magliozzi parlasse della grammatica italiana. Suddito politico della lobby di Acqualatina inginocchiata a Fazzone e agli interessi privati di Veolia che a Gaeta ha installato potabilizzatori di acqua pubblicizzati da Mitrano, peraltro con servitù sulla stessa Panapesca di Panati, variata urbanisticamente per farci il centro commerciale, costui ci ha lasciato per mesi senza acqua in casa e spesso quando esce è pure marrone. Ma intanto ci hanno aumentato le tariffe dell’acqua e ci hanno fatto pagare persino l’aria di contatori che giravano a vuoto, proprio nel 2017. Nel frattempo non ha detto una parola sullo scolo di rottami ferrosi al porto commerciale di Gaeta, ha lasciato una piattaforma petrolifera nelle acque del nostro Golfo e continua a rinnovare la concessione per gli allevamenti ittici che invece, da oltre un decennio, secondo una norma regionale che voleva tutelare le acque del nostro mare, impone lo spostamento off-shore degli allevamenti.
Per non parlare dei rifiuti, le ultime due ditte alle quali abbiamo dato l’appalto sono state smantellate da indagini antimafia e il suo assessore all’ambiente, affidatario del primo appalto, è indagato pure per corruzione perché avrebbe accettato una mazzetta da oltre 50mila euro per non sanzionare la ditta sulle sue inadempienze contrattuali mentre lasciava la città in uno stato pietoso. Cita percentuali di differenziata ridicola quando in città abbiamo i secchi per i rifiuti con un unico sacco di raccolta!
Ma se le bugie e l’ipocrisia di questa amministrazione non sorprendono più – concludono Salone e Zazzaro -, resta da notare invece il totale immobilismo e il silenzio vergognoso di tutte quelle associazioni che sono invece chiamate per vocazione e per statuto a condurre le necessarie battaglie nel mondo dell’ambientalismo e della tutela del nostro ambiente, ma che invece assistono inermi e forse genuflesse alla devastazione che abbiamo raccontato!”.
