Fumare cannabis può far perdere la voce (e pure il fiato)

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Chi fuma tante sigarette si riconosce dalla voce, roca e bassa. Lo stesso può succedere a chi fuma gli spinelli: lo sottolinea una revisione di numerosi studi su uomo e animali pubblicata su JAMA Otolaringology Head and Neck Surgerysecondo cui il fumo di cannabis, soprattutto se assiduo, è responsabile di alterazioni della voce e anche di un peggioramento della funzionalità polmonare.

Come le sigarette

«Molti ingredienti tossici del fumo di sigaretta, come ammoniaca o ammine aromatiche, sono stati trovati anche nel fumo di cannabis», spiega Jiries Meehan-Atrash del Dipartimento di Chimica della Portland State University, coordinatore dell’analisi. «Anche inalare i vapori dei fiori o di estratti di cannabis, un metodo alternativo al fumo che sta riscuotendo sempre maggiore popolarità, può però generare livelli apprezzabili di aldeidi e benzene, sostanze che possono provocare anche tumori». Il chimico ha perciò cercato di capire se il fumo di cannabis o l’inalazione dei vapori potessero essere associati a danni all’apparato fonatorio o respiratorio; per farlo ha analizzato i dati raccolti da svariati studi clinici, di base e sugli animali.

Rischi per voce e polmoni

I risultati indicano che l’inalazione di cannabis è associata a danni a gola e polmoni che dipendono dai prodotti di degradazione del fumo: si producono infatti lesioni molto simili, per esempio sulle corde vocali. Tutto ciò comporta un maggior rischio di disfonie, ovvero alterazioni negative della voce, ma anche di sintomi respiratori come tosse al risveglio, difficoltà di respiro, una produzione eccessiva di muco, respiri sibilanti. «Uno spinello provoca un aumento dell’ostruzione polmonare da due volte e mezzo a cinque volte maggiore rispetto a una normale sigaretta», specifica Meehan-Atrash. «Chi fuma spesso può avere conseguenze negative sull’apparato respiratorio e sulle corde vocali, che per esempio possono risultare più gonfie e quindi creare problemi nel parlato; in pazienti che inalano cannabis, se ci sono alterazioni della voce e soprattutto se il consumo è frequente, è perciò opportuna una visita otorinolaringoiatrica completata da una laringoscopia, da associare magari a un’analisi approfondita della funzionalità polmonare. Negli studi che abbiamo valutato smettere di fumare porta comunque a una risoluzione dei sintomi e delle alterazioni strutturali delle corde vocali indotte dalla cannabis», conclude l’esperto.

foto e fonte corriere.it

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