A Frosinone, il dibattito sull’urbanistica resta ancora una volta ai margini della scena politica e amministrativa, con ripercussioni dirette sul futuro della città. A denunciarlo è Anselmo Pizzutelli, capogruppo della lista Mastrangeli, che punta il dito contro l’immobilismo dell’amministrazione comunale.
«Siamo arrivati a un punto di non ritorno», sottolinea Pizzutelli, evidenziando l’assenza di una strategia chiara e organica per lo sviluppo urbano. Secondo il consigliere, la mancanza di una visione complessiva ha lasciato irrisolte questioni cruciali, a partire dal rispetto delle convenzioni edilizie previste dal Piano Regolatore Generale.
Al centro delle critiche c’è la gestione della delega all’urbanistica, attualmente affidata in via quasi ad interim al sindaco e mai assegnata a un assessore dedicato. «Da anni ci chiediamo perché la delega non venga conferita. Si tratta di una scelta che penalizza la città, impedendo una programmazione efficace e lasciando Frosinone indietro rispetto ad altre realtà», afferma Pizzutelli.
Il consigliere contesta anche la tendenza dell’amministrazione a giustificarsi con la carenza di personale, definendo il problema reale ma insufficiente a spiegare l’inerzia accumulata negli ultimi anni. «La classe dirigente ha dormito, non ha mai sollecitato chi costruiva a rispettare le opere compensative necessarie alla vivibilità e alla qualità degli spazi urbani», aggiunge.
Il risultato, secondo Pizzutelli, non è solo economico, ma incide profondamente sulla qualità della vita e sulla crescita della città, lasciando questioni fondamentali in sospeso e privando Frosinone di una visione di sviluppo coerente e lungimirante.
