Oltre un anno per argomentare la sentenza, che dà ragione non concede alla stessa l’atteso reintegro, ma liquidi in soldoni il danno subito.Secondo quanto riportato nell’articolo, la Mastrobuono sacrificata perché peccava di scarsa “arte politica” Quindi, Bocciata e dispensata dall’incarico, non perché eccepibile nelle capacità manageriali, ma perché, probabilmente non “servibile” alle pretese della polita provinciale.Di fatto, la Regione Lazio, è stata costretta al risarcimento del danno nei confronti dell’ex Direttore Generale della ASL di Frosinone Dott.ssa Mastrobuono la cui somma dovrebbe aggirarsi sui 225.000 euro per mancato guadagno, a cui potrebbero aggiungersi ulteriori somme per danno morale, che, a nostro avviso, dovrebbero pagare i responsabili della bocciatura e non i cittadini.La sentenza fa sì che alla Prof.ssa Mastrobuono sia riconosciuto il diritto del raggiungimento degli obiettivi definiti nel quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento alla efficienza, efficacia e funzionalità dei servizi sanitari”.“È da chiedersi – sottolinea la Segretaria dell’UGL Sanità Frosinone Rosa Roccatani – quando la Regione ha valutato l’operato del Commissario Straordinario? Eventualmente se la somma riconosciuta al Commissario Straordinario era dovuta perché non è stato liquidato nel 2015? chi paga gli sfizi della politica? Il Presidente Zingaretti, che durante la Gestione della Mastrobuono, non si è mai preoccupato della carenza di posti letto, della mancanza di personale (ospedaliero e Territoriale), dell’Assenza dell’elisoccorso, dell’emergenza urgenza, forse perché aveva di fatto concretizzato il traguardo prefissato? ovvero, l’istituzione :
- delle REMS Ceccano – Pontecorvo, 1° fra tutte nel territorio laziale se non addirittura Nazionali;
- alle Case della Salute in Ceccano – Pontecorvo – Isola del Liri – Ceprano
all’Hospice di Isola del Liri;
Indubbiamente la Mastrobuono non ha riattivato l’ospedale di Anagni, come non l’ho ha fatto il successore Macchitella. che pur avendo purtroppo fortemente acutizzato le criticità del sistema sanitario provinciale, gode dell’apprezzamento della politica territoriale e regionale, nonostante quest’ultimo abbia incrementato i costi e ridotti i servizi all’utenza, incrementato la mobilità passiva, esternalizzato alla quasi totalità i servizi amministrativi e parte dei servizi sanitari, fatto norme e regole un optional – (consulenti esterni utilizzati come lavoratori subordinati – attribuzione degli incarichi senza il previsto avviso pubblico e quantunque espletati ben si percepivano i prescelti, utilizzato il potere decisionale per soddisfare le aspettative di pochi, dimenticando i necessari indispensabili bisogni di tanti.Eppure da parte dei sindaci dei territorî: non più fiaccolate, né più proteste, né più contestazioni”.
COMUNICATO STAMPA
