DI AUGUSTO D’AMBROGIO.
Si ricompone la frattura tra il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, e Fratelli d’Italia. Dopo giorni di tensione, un pranzo in un noto ristorante della città ha segnato il ritorno del sereno nei rapporti tra il primo cittadino e il partito di Giorgia Meloni.
Alla tavola della riconciliazione erano presenti, oltre al sindaco, il referente di Fratelli d’Italia per il capoluogo Fabio Tagliaferri, il capogruppo Franco Carfagna, l’assessore ai lavori pubblici Angelo Retrosi (lista Ottaviani) e il vicesindaco Antonio Scaccia (lista Per Frosinone), quest’ultimo protagonista di un’importante mediazione per sanare lo strappo.
Lo scontro sul finanziamento
La crisi era scoppiata dopo la decisione della Giunta comunale di destinare un finanziamento per l’efficientamento energetico alla scuola secondaria Campo Coni, anziché allo stadio del nuoto, come auspicato da Fratelli d’Italia. Il partito di maggioranza relativa stava infatti lavorando da tempo affinché quei fondi fossero utilizzati per migliorare l’impianto sportivo, con il consigliere delegato allo sport Franco Carfagna in prima linea nel progetto.
Le motivazioni della scelta della Giunta sono riportate in una determinazione del settore lavori pubblici, nella quale si evidenziano criticità burocratiche legate alla proprietà dello stadio del nuoto. Non essendo formalmente attestata la titolarità del Comune sull’impianto, la richiesta di finanziamento per quella destinazione risultava problematica.
La delibera era stata proposta dall’assessore Retrosi e approvata all’unanimità dai presenti, ma le due assessore di Fratelli d’Italia, Simona Geralico e Alessia Turriziani, non avevano partecipato alla seduta, su indicazione dello stesso Fabio Tagliaferri.
La svolta e l’accordo
Dopo un duro scontro verbale tra Tagliaferri e Mastrangeli e la minaccia di Fratelli d’Italia di disertare le riunioni del Consiglio, ieri è arrivata la svolta. Il sindaco si è impegnato a reperire un finanziamento di pari importo per lo stadio del nuoto, inserendo la questione nel bilancio.
Un segnale forte di ricomposizione, avvenuto in tempi record, che permette all’amministrazione di proseguire il proprio lavoro con una ritrovata unità politica.
