FROSINONE – Clima incandescente a Palazzo Munari. La maggioranza scricchiola, e non è più solo Forza Italia a manifestare malumori. Le tensioni si estendono ora anche tra assessori e consiglieri, compreso il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, storicamente asse portante della coalizione che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli.
A far traboccare il vaso è il progetto del Bus Rapid Transit (BRT), mai del tutto digerito da una parte dell’amministrazione e ora oggetto di crescenti perplessità. Tra i più critici, il Presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Tagliaferri, che non fa sconti: ha chiesto chiarimenti puntuali su presunte contestazioni formali alla ditta esecutrice e ha puntato il dito contro le criticità procedurali dell’opera.
Il focus resta su via Marittima, tratto cardine del tracciato BRT e bersaglio di continue proteste da parte di residenti e commercianti per la scarsa qualità dell’asfalto, deterioratosi più volte. A rendere il confronto ancora più acceso, il pagamento del primo SAL (Stato di Avanzamento Lavori) da 600.000 euro, erogato alla fine del 2024 alla ditta appaltatrice. Una cifra che, secondo Tagliaferri, richiede verifiche approfondite.
A complicare il quadro politico, c’è la gestione “solitaria” attribuita al primo cittadino, che secondo alcuni esponenti della maggioranza – soprattutto tra le fila di Fratelli d’Italia – avrebbe escluso il confronto su proposte e osservazioni portate avanti negli ultimi mesi. Un malessere che, seppur non dichiarato ufficialmente, rischia di compromettere la tenuta dell’attuale assetto.
Non mancano nemmeno contrasti interni sul tema delle nomine e della gestione della lista civica Ottaviani, che avrebbe esasperato ulteriormente il presidente Tagliaferri, contrario a ogni ipotesi di condivisione acritica della linea politica del sindaco.
Il prossimo appuntamento in Giunta, se confermato, si annuncia cruciale: sarà il banco di prova per capire se la corda tra Mastrangeli e una parte consistente della sua maggioranza si spezzerà definitivamente – o se prevarrà, ancora una volta, la logica della tenuta.
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