Frosinone: nuova maggioranza in comune, tensione alle stelle

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Che sarebbe stata una lunga giornata lo si era capito già dall’incontro dell’Ufficio di Presidenza, fissato per le 12:30 di ieri. Sul tavolo, la convocazione di una seduta dedicata alla mozione sul traffico nell’area di Piazzale Kambo, iniziativa promossa da Anselmo Pizzutelli e sostenuta da diversi consiglieri. Presenti all’incontro il Presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Tagliaferri (lista Ottaviani), Pasquale Cirillo (Forza Italia), Marco Ferrara (Fratelli d’Italia) e Francesca Chiappini (Lista per Frosinone).

Un confronto che avrebbe dovuto durare pochi minuti, ma che si è trasformato in un acceso dibattito sulle modalità di convocazione della seduta: solo in prima convocazione, come proposto da Tagliaferri e Cirillo, o anche in seconda, come richiesto da Ferrara e Chiappini. La differenza non è solo procedurale: in prima convocazione è necessario il numero legale di 17 consiglieri su 33, mentre in seconda ne sarebbero bastati 12.

Tensione alle stelle: lo scontro tra Ferrara e Tagliaferri

Lo scontro si è fatto subito rovente. Marco Ferrara ha insistito sulla necessità di consultare anche il Sindaco Riccardo Mastrangeli, un gesto che rivela la delicatezza politica della questione. Tagliaferri, però, ha deciso di procedere con la convocazione per il 5 marzo alle ore 17, esclusivamente in prima convocazione.

Il braccio di ferro ha messo in luce una frattura ormai evidente all’interno della maggioranza. La tensione tra il Sindaco Mastrangeli e il Presidente del Consiglio Comunale Tagliaferri non è una novità, ma ora la contrapposizione appare frontale e difficilmente sanabile.

Uno scontro politico di ampio respiro

Questa vicenda non si riduce a una semplice divergenza di vedute procedurali. Dietro le posizioni ufficiali emergono strategie politiche più ampie: la scelta della prima convocazione, che richiede un numero legale più alto, sembra un chiaro tentativo di verificare la solidità della maggioranza. Un “test di tenuta” per un gruppo politico che da mesi mostra segni di cedimento.

Il fatto che la votazione all’interno dell’Ufficio di Presidenza sia terminata in parità (2 a 2) sottolinea quanto gli equilibri interni siano precari. La decisione finale è spettata al Presidente Tagliaferri, che ha scelto una linea di fermezza, confermando la convocazione solo in prima battuta.

Quali scenari futuri?

Questo episodio potrebbe avere conseguenze significative. Se il 5 marzo non si raggiungerà il numero legale, la mozione sul traffico di Piazzale Campo rischia di arenarsi, ma gli effetti politici sarebbero ben più vasti. Un’eventuale mancata partecipazione di alcuni consiglieri potrebbe svelare ulteriori spaccature nella maggioranza, rendendo sempre più evidente l’isolamento politico di Tagliaferri.

D’altra parte, il richiamo di Ferrara al coinvolgimento del Sindaco mostra la volontà di consolidare un fronte alternativo, capace di ridefinire gli equilibri di potere in Consiglio Comunale.

Conclusioni

La situazione a Frosinone è in piena evoluzione e il 5 marzo sarà una data cruciale. La tenuta della maggioranza è appesa a un filo, e la scelta strategica di convocare la seduta solo in prima chiamata potrebbe rivelarsi un boomerang per Tagliaferri o, al contrario, sancire il definitivo riallineamento delle forze in gioco.

Una cosa è certa: la frattura nella maggioranza è ormai conclamata, e gli sviluppi dei prossimi giorni potrebbero cambiare radicalmente il panorama politico cittadino.

 

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