Frosinone, la politica entra nella stagione decisiva: urne in nove Comuni e corsa alla Provincia. I nuovi equilibri accendono lo scontro

Presidente della Provincia, Luca Di Stefano

Di Augusto D’ Ambrogio .
La politica ciociara entra in una fase di forte fermento. Tra amministrative, referendum e la partita per la presidenza della Provincia, i prossimi mesi si annunciano decisivi per ridefinire equilibri e leadership nel territorio.
Oggi sono attesi i risultati del referendum sulla riforma della giustizia, un voto che nessuno considera neutrale. La valenza politica è evidente e potrebbe innescare dinamiche destinate a incidere profondamente sia nel centrodestra sia nel centrosinistra – o “campo largo”, come viene ormai definito.
Nel frattempo l’agenda politica locale è scandita da tre appuntamenti chiave: le elezioni amministrative di maggio 2026, la corsa alla presidenza della Provincia prevista con ogni probabilità per marzo 2027 e, a seguire, le amministrative di maggio e giugno dello stesso anno.
Il primo banco di prova arriverà il 24 e 25 maggio, quando in provincia di Frosinone si voterà in nove Comuni: Pontecorvo (12.438 abitanti), Boville Ernica (8.423), Cervaro (7.812), Ripi (5.059), Patrica (3.071), Fontana Liri (2.752), Trevi nel Lazio (1.749), Guarcino (1.500) e Belmonte Castello (693).
Tutti centri sotto i 15 mila abitanti: questo significa che non è previsto il ballottaggio e che l’elezione del sindaco avverrà in un solo turno.
Proprio per le dimensioni dei Comuni coinvolti, il voto amministrativo non dovrebbe modificare in maniera significativa gli equilibri determinati dalle recenti elezioni provinciali con voto ponderato. I “grandi elettori” chiamati a scegliere il prossimo presidente della Provincia resteranno sostanzialmente gli attuali, salvo piccole variazioni.
Il primo mandato del presidente Luca Di Stefano scadrà alla fine dell’anno. Dopo quella data ci saranno novanta giorni per fissare la consultazione, motivo per cui l’orizzonte più probabile resta marzo 2027.
Intanto venerdì prossimo si terrà la seduta per la convalida degli eletti nel nuovo Consiglio provinciale, un passaggio che sarà osservato con attenzione perché offrirà le prime indicazioni sugli assetti politici e sugli schieramenti in campo.
Il voto degli amministratori dell’8 marzo ha infatti modificato in modo significativo i rapporti di forza. Il dato più evidente è il sorpasso di Fratelli d’Italia sul Partito Democratico, ma l’intero quadro politico provinciale appare ridefinito.
Nel dettaglio, i tre partiti del centrodestra alle provinciali hanno totalizzato 54.551 voti ponderati, pari al 56,64%, mentre il centrosinistra si è fermato a 32.333 voti ponderati, pari al 33,55%.
Fratelli d’Italia guida la classifica con il 30,22%, frutto di 29.156 voti ponderati e 303 voti di lista. Seguono la Lega con il 14,47% (13.957 voti ponderati e 153 di lista) e Forza Italia con l’11,95% (11.389 voti ponderati e 114 di lista).
Nel campo opposto il Partito Democratico si attesta al 25,34% con 24.402 voti ponderati e 248 di lista, mentre la lista Provincia e Comune raggiunge l’8,24% (7.931 voti ponderati e 115 di lista). Progetto Futuro chiude con il 9,77%, pari a 9.433 voti ponderati e 125 voti di lista.
Numeri che fotografano un quadro politico in movimento e che rendono i prossimi appuntamenti elettorali una vera e propria maratona. Una partita che, passo dopo passo, porterà dritto allo scontro decisivo per la guida della Provincia.

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