Frosinone – Seduta consiliare ad alta tensione, quella di lunedì sera in Aula consiliare a Frosinone, dove il rischio di un’improvvisa mancanza del numero legale ha fatto vacillare, almeno per qualche ora, gli equilibri della maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli. Il Presidente del Consiglio Comunale, Massimiliano Tagliaferri, ha però tirato dritto, confermando la volontà di proseguire con la prima convocazione per le prossime sedute. “Si va avanti. Punto”, avrebbe chiosato a margine della riunione.
La scelta non è di poco conto. In passato era prassi consolidata prevedere la seconda convocazione per superare eventuali assenze e garantire comunque l’approvazione dei provvedimenti. Ma questa volta la linea è cambiata, e la decisione di Tagliaferri segna un ritorno alla rigidità regolamentare, pur in un momento in cui la tenuta dei numeri appare tutt’altro che solida.
Il rischio concreto della seduta a vuoto
A far tremare l’equilibrio è stata la progressiva riduzione dei presenti in Aula. Dopo l’approvazione delle delibere più importanti, Domenico Marzi ha abbandonato la seduta, facendo rientro a casa. È stato poi raggiunto telefonicamente, pare in maniera insistente, da diversi colleghi di maggioranza. La chiamata decisiva, secondo indiscrezioni, sarebbe stata proprio quella di Massimiliano Tagliaferri, che lo ha convinto a rientrare in aula per garantire il quorum.
Alla fine, i presenti della coalizione si sono fermati a 16 consiglieri su 33, un numero che rasenta la soglia critica. Tra i presenti anche Alessandra Mandarelli dell lista Marzi, il cui ruolo – almeno numericamente – ha contribuito a evitare il naufragio della seduta.
L’assenza “ingiustificata” di Crescenzi
Assente, invece, Sergio Crescenzi (Fratelli d’Italia), che ha motivato la sua mancata partecipazione con un problema fisico. Il consigliere ha però ammesso di non aver avvisato per tempo, risultando così tecnicamente “assente ingiustificato”. Un errore formale che, secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia Franco Carfagna, richiede chiarimenti.
Non si tratta solo di una questione interna. FdI, in quanto primo partito in Aula, ha recentemente avuto un confronto politico con il sindaco su temi di rilievo sia amministrativo che strategico. La mancata presenza di un proprio esponente, senza preavviso, ha dunque sollevato più di un interrogativo.
Numeri in bilico, cresce la pressione sulla maggioranza
Alla luce degli ultimi sviluppi, più di una voce nella maggioranza chiede una verifica politica: chi è realmente allineato con il progetto Mastrangeli, e chi invece si muove in modo autonomo o incerto? In questa fase, anche la differenza di tre o quattro consiglieri può risultare determinante.
Il clima, insomma, si fa teso. La coalizione – formalmente compatta – appare in realtà attraversata da fibrillazioni silenziose, alimentate da tensioni personali e divergenze politiche. E se il prossimo Consiglio confermerà questa fragilità numerica, non si esclude che possa aprirsi una fase di riassetto più ampio.
