Frosinone, il bilancio passa ma la politica entra nella fase decisiva: il 24 febbraio data chiave per il futuro del sindaco

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Domani il Consiglio comunale di Frosinone sarà chiamato ad esaminare e votare il bilancio di previsione, un passaggio formale ma politicamente rilevante che, salvo sorprese, si concluderà con l’approvazione del documento contabile. Ma se la seduta di domani appare segnata nel risultato, è dal giorno successivo che si aprirà una fase cruciale per gli equilibri del capoluogo.
Sul calendario politico c’è infatti una data cerchiata in rosso: il 24 febbraio. Entro quel termine, qualora il sindaco Riccardo Mastrangeli dovesse rassegnare le dimissioni, Frosinone tornerebbe alle urne già nella prossima tornata primaverile. Uno scenario che fino a poco tempo fa poteva sembrare fantapolitica, ma che oggi viene valutato con attenzione dallo stesso primo cittadino.
Le ragioni sono molteplici. In primo luogo le difficoltà legate a un riassetto di giunta, operazione che, comunque venga condotta, rischia di produrre scontenti e nuovi scossoni all’interno della maggioranza. A questo si aggiunge una valutazione di prospettiva: la consiliatura scade a giugno 2027, ma Mastrangeli è consapevole che arrivare a quell’appuntamento potrebbe significare presentarsi logorato, alla guida di una coalizione indebolita, dubbiosa e sempre più frammentata.
Il quadro politico è mutato in modo significativo dopo lo strappo di Roberto Vannacci. La galassia della Lega, per anni centro di gravità dell’egemonia politica costruita da Nicola Ottaviani, si è di fatto frantumata. In questo contesto viene meno anche l’asse con la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, fedelissimo di Vannacci, un’alleanza che non potrà più essere ricomposta.
Sul tavolo resta poi la posizione di Fratelli d’Italia, che non ha rinunciato a chiedere un confronto politico e programmatico serio. Andare al voto subito consentirebbe al sindaco di trattare da una posizione più forte, accogliendo alcune richieste del partito sull’assetto dell’esecutivo. Ben diverso, invece, sarebbe trascinarsi fino al prossimo anno senza certezze, con una maggioranza costantemente sotto pressione.
Intanto, sullo sfondo, si consuma un altro passaggio chiave per gli equilibri provinciali: nel fine settimana si chiuderà una stagione congressuale del Partito Democratico lunga e travagliata, durata oltre tredici mesi, la più complessa degli ultimi anni. A seguire, la presentazione delle liste per le elezioni provinciali, un appuntamento che interessa soprattutto gli addetti ai lavori ma che, proprio per questo, rappresenta uno snodo fondamentale per i partiti.
Il bilancio, dunque, è solo il primo atto. Subito dopo, a Frosinone, la politica entrerà nel vivo. E il conto alla rovescia verso il 24 febbraio è già iniziato.

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