Frosinone – Eran “285”eran giovani e forti… Riflessioni e testimonianze a 40 anni dall’avvio dei progetti della legge speciale per l’occupazione giovanile

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In occasione dei 40 anni dall’avvio dei progetti regionali, in attuazione della legge 1° giugno 1977, n.285 Provvedimenti per l’occupazione giovanile, l’Archivio Storico Provinciale, attraverso i documenti conservati, organizza una mostra documentaria per ricordare la complessità dell’operazione, che vide coinvolti, come nel resto d’Italia,  tutti i 91 comuni della provincia, in un momento storico particolarmente difficile anche per il nostro territorio.I progetti specifici predisposti dalla Regione Lazio, con il ruolo determinante dell’assessore al personale e problemi del lavoro, il frusinate Arcangelo Spaziani, attraverso l’assunzione di circa 1.400 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, videro impegnata la Provincia di Frosinone, presieduta da Antonio Grazio Ferraro, con l’assessorato alla Programmazione guidato da Ettore Volante e poi da Massimo Struffi, nell’attuazione del “Censimento delle terre incolte” (80 giovani); “Costituzione di un archivio dati dell’artigianato” (15 giovani); “Censimento delle utilizzazioni prevalenti delle acque, del catasto dei pozzi e dei fanghi”(140giovani).Dalle liste speciali degli Uffici di Collocamento, la Provincia di Frosinone dal 15 dicembre 1978, avvierà al lavoro 245 giovani provenienti da tutta la provincia. Tra questi sottoscriveva il contratto di formazione-lavoro il ventunenne Roberto Vecchio, geometra di Colle San Magno con la passione del teatro, che morirà a soli 29 anni. Dopo i saluti delle Autorità e alcune testimonianze, attraverso la musica di un gruppo pieno di talento e di prestigiosi riconoscimenti si vuole rendere omaggio a tutti i giovani della “285” e non, scomparsi prematuramente. Sarà un‘occasione straordinaria per ascoltare parole e musica di Benedetto Vecchio (fratello di Roberto) e Musicisti Basso Lazio impegnati a promuovere il loro nuovo disco “Live in Aquinum” registrato nell’area archeologica, in collaborazione con l’Università del Salento che cura gli scavi.

Comunicato stampa

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