Frosinone, crisi politica al Comune: una sola ipotesi sul tavolo di Mastrangeli, ma gli equilibri restano fragili

Riccardo Mastrangeli345

La crisi politica al Comune di Frosinone entra in una fase decisiva, ma gli spazi di manovra restano estremamente ridotti. Sul tavolo del sindaco Riccardo Mastrangeli, che ufficialmente avvierà oggi le consultazioni con i gruppi della maggioranza, c’è di fatto una sola ipotesi di soluzione, già ampiamente delineata nei giorni scorsi. Un’ipotesi che passa da un delicato rimpasto di Giunta e dalla redistribuzione di due assessorati, ma che non scioglie tutti i nodi politici emersi in Aula consiliare.
La strada più probabile per chiudere la crisi resta l’assegnazione del terzo assessorato a Fratelli d’Italia, forza che in Consiglio comunale può contare su cinque consiglieri. In Giunta potrebbe entrare l’attuale consigliere comunale e provinciale Sergio Crescenzi, al quale verrebbero affidate le deleghe alla Polizia Locale. Crescenzi, così come Marco Ferrara, è espressione dell’area che fa riferimento al deputato Aldo Mattia: una scelta che rappresenterebbe l’attuazione dell’intesa raggiunta in sede di congresso cittadino del partito, proprio sul tema della rappresentanza interna.
Lo schema avrebbe riflessi anche in vista delle elezioni provinciali dell’8 marzo, per le quali Fratelli d’Italia punterebbe sul capogruppo consiliare Franco Carfagna come candidato di riferimento.
Il secondo tassello riguarderebbe la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che nelle scorse settimane ha rivendicato un secondo assessorato, motivando la richiesta con il rafforzamento del gruppo consiliare, passato da tre a quattro membri dopo l’adesione di Francesco Pallone. In questo caso, la delega all’Urbanistica potrebbe essere assegnata al consigliere Carlo Gagliardi, espressione della lista civica Marsi.
Se l’accordo dovesse chiudersi su questo schema, diventerebbe inevitabile un passo indietro da parte di uno degli attuali otto assessori. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella che riguarda Laura Vicano, sostenuta dal consigliere Marco Sordi, rimasto nella civica ma politicamente vicino alla Lega. Un’uscita che, tuttavia, potrebbe non tradursi in un vero e proprio strappo: per Vicano si profila infatti la possibilità di un ruolo diverso, sempre all’interno del perimetro della maggioranza. Un quadro che richiama l’accordo siglato al ballottaggio del 2022 tra Riccardo Mastrangeli e Mauro Vicano, alla presenza dell’allora sindaco Nicola Ottaviani.
Resterebbe invece fuori dalla Giunta il polo civico di Gianfranco Pizzutelli, che può contare su due consiglieri comunali, Claudio Capparelli e Andrea Turriziani. Un’esclusione che continua a pesare negli equilibri complessivi e che rende evidente come la maggioranza resti appesa a un equilibrio numerico e politico estremamente delicato.
Con il tempo che stringe e lo spettro di un ritorno alle urne che resta sullo sfondo, le consultazioni avviate oggi dal sindaco saranno decisive per capire se la crisi potrà davvero rientrare o se, al contrario, si aprirà una nuova fase di instabilità per Palazzo Munari.

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