Frosinone – La crisi politica in Comune continua senza una soluzione definitiva e globale. La “febbre” nella maggioranza non scende e il prossimo passaggio istituzionale rischia di trasformarsi nell’ennesima verifica dei rapporti di forza: domani alle 17 è convocata la seduta del Consiglio comunale in prima convocazione, con il problema—ormai ricorrente—del numero legale. In seconda chiamata, dopodomani alle 19.I riflettori sono puntati su domani, quando serviranno almeno 17 presenti su 33. La maggioranza, sulla carta, può contare su 18 consiglieri, ma tutto dipenderà dall’evoluzione di una crisi che non appare superata. Anzi. In Fratelli d’Italia, il parlamentare e leader regionale Paolo Trancassini ritiene la vicenda politicamente chiusa: la restituzione delle deleghe a due assessori—Simona Geralico alla Cultura e Alessia Turriziani ai Servizi sociali—avrebbe sanato il problema aperto dopo la replica del sindaco Riccardo Mastrangeli al termine della seduta del 30 dicembre.
FdI, che in Consiglio ha cinque consiglieri ed esprime due assessori in giunta, aveva chiarito la propria posizione già al vertice del 5 gennaio con la Lega, alla presenza del sindaco. Trancassini delimitò subito il perimetro: non una questione di poltrone, ma di sostanza politica. Un concetto ribadito nero su bianco il 31 dicembre, quando il partito denunciò la mancanza di confronto con il capogruppo consiliare e con il coordinatore provinciale Massimo Ruspandini, rivendicando dignità e rispetto degli accordi che stanno alla base dell’unità del centrodestra.
Sul tavolo, nelle settimane successive, è comparsa l’ipotesi del terzo assessorato. Non una richiesta di Fratelli d’Italia, ma una proposta emersa nel confronto politico: il primo a parlarne sarebbe stato il vice sindaco Antonio Scaccia, leader della lista “Per Frosinone”, che contestualmente chiedeva un secondo assessorato per la propria civica, passata da tre a quattro consiglieri. Dopo l’incontro a Roma, sarebbe stato lo stesso Mastrangeli a ipotizzare una soluzione complessiva: terzo assessorato a FdI e secondo alla lista civica.
Ma le difficoltà sono emerse subito. Il nome individuato per Fratelli d’Italia era quello di Sergio Crescenzi, area del deputato Aldo Mattia. Per il via libera, però, serviva un ulteriore passaggio: un patto di ferro all’interno del gruppo consiliare per sostenere la candidatura di Franco Carfagna alla Provincia. Sabato mattina l’intesa sembrava a un passo, finché il consigliere Marco Ferrara—anch’egli vicino a Mattia—ha rivendicato immediatamente il ruolo di capogruppo. A quel punto, il tavolo è saltato.
La linea di Trancassini è rimasta ferma: il terzo assessorato non è mai stato una priorità, tanto meno se rischia di spaccare il partito. Da qui la sollecitazione al sindaco a redistribuire subito le deleghe ai due assessori, richiesta avanzata anche dal deputato e presidente provinciale di FdI Massimo Ruspandini, sulla stessa lunghezza d’onda. Una scelta che Ferrara e Crescenzi non hanno gradito. In queste ore Aldo Mattia sta tentando una mediazione, con contatti a livello nazionale e regionale.
Il nodo, però, resta politico e numerico: se l’ipotesi del terzo assessorato dovesse definitivamente tramontare, Ferrara e Crescenzi resteranno nel partito o daranno vita a un altro gruppo, rivendicando una propria rappresentanza in giunta? Con una maggioranza dai numeri strettissimi, la risposta potrebbe arrivare già tra oggi e domani. In ogni caso, saranno giornate decisive.
In foto Palazzo Munari
